Michele Serra: Incubo Grande Vecchio

La lunga estate calda, con lo spettacolo indecoroso degli obitori delle grandi città intasati di pensionati, ha posto governo e opinione pubblica di fronte a una drammatica realtà: tra i popoli stranieri che infestano l´Italia, i vecchi sono i meno adattabili al nostro stile di vita. Pur essendo la comunità più prolifica (raddoppiano ogni decennio), sono anche la più sfaccendata: quasi nessuno lavora, e quei pochi rubano il posto ai nostri giovani, costretti a passare la giornata seduti sul motorino davanti ai muretti, o seduti sui muretti davanti ai motorini. Chi li ha lasciati entrare? Consumano meno dei curdi, al volante sono più pericolosi dei rumeni, si abbronzano meno dei polacchi, alimentano a dismisura lo spaccio di droghe leggere e pesanti (dai sonniferi agli antidolorifici), sono improduttivi e vivono alle spalle della nostra operosa società. Per giunta si lagnano, cadono in casa, telefonano al pronto soccorso anche per chiedere i cerotti, sono d´impiccio ai solenni rituali di Esodo e Controesodo, alimentano l´inflazione pagando il tassista con una banconota da cento euro convinti che siano 5 mila lire. Sono diversi da noi, troppo diversi per consentire una così insana promiscuità con una popolazione numerosissima e del tutto restia a integrarsi.
Gli analisti di mercato concordano: una gita in pullman a San Giovanni Rotondo, inclusa la prima colazione e la proposta di vendita di padelle antiaderenti, non è un consumo sufficiente a giustificare la presenza dei vecchi nel nostro paese. C´è un evidente scompenso tra domanda e offerta, anche perché la domanda è sempre la stessa ("Possiamo fermarci a fare pipì?") e l´offerta, oltre alle padelle antiaderenti, non è mai riuscita a individuare altri punti deboli. Totale, per esempio, la chiusura dei vecchi nei confronti dell´italian-style: fallimentare il lancio delle pantofole di felpa Prada, con tacchi a spillo di 40 centimetri, e delle sporte della spesa Dolce&Gabbana, con spacco laterale.
Secondo recenti studi, nella casa di un vecchio ci sono in media diverse centinaia di padelle antiaderenti, un ritratto di Padre Pio, una padella antiaderente con ritratto di Padre Pio, un ritratto di Padre Pio antiaderente, sei uova, mezzo litro di latte a lunga conservazione e un televisore Telefunken del ´78, acceso ininterrottamente dal giorno dell´acquisto. La ricaduta sull´economia di uno stile di vita così sfacciatamente risicato è disastrosa, e in una nota riservata della Digos si sostiene che nei loro luoghi di raduno (panchine, latterie, bocciofile comuniste, uffici postali, casse dell´Upim) i vecchi più radicali predichino la sovversione organizzata, sostenendo che sei euro al chilo per i fagiolini sono un furto e invitando il resto della comunità a non comperarli. Di più, e peggio, risulta alle nostre autorità che la moria di questa estate nasconderebbe un diabolico piano di destabilizzazione: un pensionato di Sampierdarena, ex portuale, già inquisito nel ´60 per avere fatto cadere da solo il governo Tambroni usando un rampino, ha calcolato che la morte con esequie a carico della collettività, specie se accompagnata da un lungo ricovero in rianimazione, è un costo pari a due anni di pensione. Concentrando un gran numero di decessi in una sola estate, il Grande Vecchio conta di schiantare definitivamente i conti pubblici.
Qualche decennio fa alcuni amministratori di sinistra, pur di blandire le già folte comunità di vecchi, inventarono per loro mansioni sociali, tipo badare ai parchi pubblici e sorvegliare i musei, come si usa da tempo nelle corrotte e decadenti socialdemocrazie del Nord Europa. Ora, finita l´ubriacatura demagogica, si sta studiando il modo di espellere questi sfaccendati, applicando la Bossi-Fini. In allestimento decina di migliaia di pullman per San Giovanni Rotondo. Senza aria condizionata.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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