Michele Serra: Rimpasto totale, non solo facciale

Gli esperti concordano: il rimpasto facciale non è stata che la prima mossa elettorale di Silvio Berlusconi, rivolta soprattutto a rafforzare il consenso in due categorie di consumatori già fidelizzate: il pubblico femminile e quello miope. Il 2004 sarà uno scoppiettante susseguirsi di nuove trovate, perché il prodotto-Berlusconi sia sempre più appetibile sul mercato.

Packaging
Il vecchio packaging di Berlusconi ha fatto il suo tempo. È un doppiopetto Caraceni di lana metallizzata, molto protocollare, che ha il pregio di rimanere sempre in piega (quando il premier si siede, il suo vestito resta in piedi) ma è rigido e rumoroso nei movimenti: ogni volta che Berlusconi alza le mani per benedire il pubblico, le maniche cigolano e si fessurano sui gomiti. Caraceni sta studiando nuovi tessuti, più pratici e informali, come il cachemire steccato con listelli di tek. Sempre blu scuro, ma ingentilito da fiori di stagione all’occhiello: la fedelissima Miti Simonetto ha pensato a un fico beniamino per le occasioni importanti e una composizione di gardenie, orchidee e banane per quelle più soft. Nuovo taglio molto morbido per la giacca, arrotolata sui fianchi e fissata con due spille da balia per evitare che Silvio inciampi nei risvolti mentre cammina.

Etichetta
Nel rigoroso rispetto delle normative europee, gli ingredienti di Berlusconi dovranno essere indicati per esteso in una parte perfettamente visibile della confezione, accanto al codice a barre. C'è dibattito, in Forza Italia, sulla soluzione migliore: Baget Bozzo ha proposto di applicare l'etichetta sull'aureola, che però rischia di ciancicarsi tra le ruvide dita delle cassiere, Schifani è per un più combattivo tatuaggio sul seno (appena rifatto, ricalcato sulla morfologia di Laetitia Casta: prima del lifting Berlusconi aveva un seno molto simile a quello di Ozzy Osbourne), Bondi preferirebbe il ginocchio, più comodamente leggibile da vicino. Deciderà, come sempre, la fedelissima Miti Simonetto, che propone di stampigliare l'etichetta sull'ampia fronte del premier, illuminata da un pratico spot alogeno fissato su un simpatico e informalissimo cappello piumato a larghe tese, con orlo di ermellino e allegra sirena bitonale sulla cima.

Posizionamento di mercato
Giudicato già soddisfacente, può essere migliorato. Per una migliore penetrazione tra i giovanissimi, Berlusconi a Palazzo Chigi indosserà pantaloni da rapper, con il cavallo all'altezza delle rotule e la cintura all'altezza delle balle, e per lo struscio a Portofino userà lo skate-board. La fedelissima Miti Simonetto propone anche le pratiche felpone di Caraceni, con i bozzi sui gomiti già inamidati all'origine e un grosso Popeye stampigliato sul petto, e un leggerissimo maquillage tipo Harlem, ottenibile con il nerofumo di Fabergé o addormentandosi due o tre ore sotto la lampada Uva. Per conquistare gli anziani, il premier sta studiando una nuova camminata artritica, piegato a sessanta gradi, trascinandosi un carrello della spesa semivuoto per simboleggiare la sua solidarietà con i pensionati vittime del caro-prezzi.

Riassumendo
Come sarà il nuovo Berlusconi? È la fedelissima Miti Simonetto, venendo meno al suo proverbiale riserbo, a descrivercelo: "Dovete immaginare un leader con la giacca di cachemire arrotolata sui fianchi e i pantaloni da rapper che avanza in skate-board con un cappello piumato a larghe tese e una sirena bitonale in testa, un riflettore portatile che gli illumina la fronte annerita, un fico beniamino all'occhiello, che trascina un carrello della spesa camminando curvo anche per non ostentare troppo il suo magnifico seno. E tutto questo, comunque, non dovrà dare nell'occhio: il prodotto Berlusconi ha carisma in sé, l'immagine è appena una modesta cornice per un contenuto che parla da solo".
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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