Michele Serra: Decapita solo il medico di base

Stalin provò a realizzare il socialismo in un solo paese. Per non essere da meno, George Bush proverà a realizzare la democrazia in un solo giorno, il 30 di giugno in Iraq. Il ‟Guinness dei primati” ha già spedito i suoi commissari a Baghdad, con il compito di registrare lo straordinario record. Sono stati rapiti quando erano ancora sulla scaletta dell'aereo, stabilendo a loro volta un sensazionale primato.
Per non sbagliare il suo appuntamento con la Storia, l'amministrazione Bush ha minuziosamente preparato la giornata del 30 di giugno, curando ogni dettaglio, dalla decorazione dei minareti con festoni di carta colorata all'invio di Ernesto Galli della Loggia che terrà un corso accelerato di tolleranza nel mercato di Bassora, interrompendo la millenaria cerimonia locale della Lapidazione del Montone. Ecco il programma della giornata.

Ore 7. Sveglia. Verrà irradiata in tutto il paese una lettera di Thomas Jefferson alla sorella. Secondo gli esperti del Pentagono, Jefferson è popolarissimo in Iraq.

Ore 8. Ginnastica aerobica. Due milioni di videocassette di Jane Fonda in body pervinca che scandisce "uno-due-tre-quattro", giacenza degli anni Ottanta, sono già state distribuite agli imam di tutto il paese. Si segnalano roghi nei pressi di tutte le moschee, esclusa quella della Facoltà di Ginecologia della capitale che ha ringraziato per l'invio del prezioso materiale didattico.

Ore 8,30. Scuola di democrazia per tutta la popolazione. Gli esperti del Cepu hanno stilato un programma che in sole quattro ore sintetizza circa mille anni di progressi istituzionali, dalla Magna Charta ai libri di Ferdinando Adornato. Ogni iracheno sarà seguito da un tutor. Entro mezzogiorno dovrà saper ripetere a memoria la teoria dei bisogni di Agnes Heller, le principali costituzioni europee e il nuovo codice della strada, che introduce la patente a punti anche se la patente, in Iraq, non esiste (possono guidare tutti gli automobilisti in grado di suonare il clacson). I punti verranno tolti dalla carta d'identità.

Ore 12. Finalmente ammaestrati a dovere, gli iracheni si recano alle urne. Potranno scegliere tra i tre partiti tradizionali (Forza Islam, Sacro Islam e il cartello moderato Islam o Morte) oppure tra Democratici per l'Islam e Repubblicani per l'Islam, emanazioni dei due grandi partiti americani. Gli esperti del Pentagono, che hanno effettuato accurati studi sull'elettorato di origine irachena residente a Miami, assicurano che Democratici e Repubblicani otterranno un plebiscito.

Ore 17. Urne chiuse. Lo spoglio deve essere ultimato in un'ora al massimo, perché alle 18 deve insediarsi il nuovo governo. Per ottenere la massima rapidità, gli scrutatori sono stati reclutati tra i giocolieri e i prestidigitatori di mezzo mondo. Durante le simulazioni, ha destato sorpresa l'alta percentuale di voti ottenuti dalla Regina di Quadri. Per ovviare a eventuali intoppi, gli esperti del Pentagono hanno già preparato un exit-poll che dà il 70 per cento all'attuale capo dell'Autorità Provvisioria, Paul Bremer.

Ore 18. Nel tripudio degli iracheni, si insedia il nuovo governo Bremer. Il premier, per dare un concreto segno di normalizzazione, annuncia di voler prendere la cittadinanza irachena, però mantenendo la residenza a Chattanooga. Con una battuta accattivante, spiega al Gran Consiglio degli Ulema, riunito in seduta solenne, che dell'Iraq gli piacciono soprattutto le belle fiche. Un istante dopo i combattimenti riprendono con intensità inaudita in tutto il paese.

Ore 20. La democrazia in Iraq ottiene i suoi primi effetti. I guerriglieri hanno un regolare porto d'armi, le decapitazioni avvengono solo sotto stretto controllo del medico di base, ai rapiti viene concesso di leggere gli editoriali di Galli della Loggia ai loro carcerieri. Il mondo assiste in diretta al trionfo della legalità: alla Camera di Baghdad i primi scontri a fuoco tra sciiti e sunniti vengono duramente biasimati dal presidente di turno che suona insistentemente il campanello.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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