Michele Serra: Real Casa Reality Show

Con il matrimonio dell'infante di Spagna, ultimo residuo di magazzino, si è esaurito il format televisivo ‟nozze reali”. Produttori e pubblicitari sono molto preoccupati, perché questi eventi sono straordinariamente redditizi. Tutte le spese di produzione, infatti, sono a carico dello Stato organizzatore, compreso lo strepitoso casting di caratteristi (re, regine, principesse, duchi, vecchie befane col cappellino, ambasciatori gottosi, cortigiani imparruccati, cavalli lipizzani, cardinali, generali, cocchieri, popolo bue) che costerebbe un sacco e per giunta è introvabile attraverso le normali agenzie, nessuna delle quali ha a disposizione, per esempio, un attore in grado di rovesciare il minestrone di ostriche sullo strascico della sposa con la magnifica naturalezza di Carlo d'Inghilterra. Neanche il grande Peter Sellers ci sarebbe riuscito. Per non lasciar cadere un genere di successo e a costo zero, si sta pensando a varie soluzioni.

Il remake.
Di alcune nozze reali, per esempio quelle tra Ranieri e Grace Kelly, esistono solo registrazioni radiofoniche, usurate e con la voce del radiocronista poco intellegibile perché, relegato nel salone del buffet, parlava con la bocca piena. Per giunta l'idiota era convinto si trattasse del Gran Premio di Monaco e continuava a domandare ai camerieri l'ordine d'arrivo. Si sono perdute le tracce anche del matrimonio tra lo Scià di Persia e Soraya: l'unica telecamera, all'epoca, fu oscurata da un elefante imbizzarrito proprio durante il fatidico 'sì'. Si sta dunque pensando di ricostruire quelle fastose cerimonie, con controfigure laddove gli sposi siano deceduti. Luoghi e arredi saranno restituiti all'antico splendore: dalla Reggia di Monaco, la cui struttura in marzapane si è afflosciata negli anni, al sontuoso Trono del Pavone di Teheran, ben conservato ma usato come scarpiera dall'ayatollah Kalkalì.

L'Oriente.
Ancora poco sfruttato, l'Oriente può fornire scorte imprevedibili di cerimonie regali, esotiche e fastose. Il sultano dell'Oman, per esempio, si sposa ogni primo lunedì del mese con una vergine (l'opposizione in esilio sostiene che è sempre la stessa). La sposa indossa uno speciale e prezioso burqua, una pressofusione ricavata dalle coppe dell'olio dei camion Scania. Le nozze seriali omanite si farebbero apprezzare, televisivamente, per la magnificenza dell'ambientazione, la leggendaria reggia di Qmom, un enorme castello nel deserto realizzato a mano con la tecnica dei pirulini di sabbia e costruito dalla dinastia qmomaita utilizzando, secondo la tradizione, solo paletta e secchiello. Favoloso l'imminente matrimonio tra il rajah di Rawalpindi e la principessa di Lahore, con tigri bianche, altare di lapislazzuli, corone di zaffiri, concerto di trombe e tamburi e contributi statali per il circo. Molto ambite, ma introvabili, anche le nozze del Gran Visir dei nomadi.

I Savoia.
Le principali case di produzione hanno scovato un rampollo finora sconosciuto di un ramo cadetto, Vittorio Filiberto, detto Vifì, che fa il magazziniere a Cuorgné. Per soffocare lo scandalo (è l'unico dei Savoia che lavora), la famiglia lo ha diseredato. Purtroppo Vittorio Filiberto ha fatto sapere per bocca del suo convivente che odia le donne, e ha rifiutato la proposta di sposare a 'Domenica in' la vincente di una selezione regionale per Miss Mantenuta.

Seconda serata.
Ormai da seconda serata, o addirittura da intervista con Cristina Parodi, le quinte nozze di Stephanie di Monaco. Dopo avere sposato uno stunt-man, il gestore di un'agenzia di recupero crediti, un istruttore di deltaplano e un cronometrista della McLaren, la principessa si è innamorata di un giocatore professionista di tresette, conosciuto a un chiosco di angurie. Si sposeranno tra un mese a Frosinone, città d'origine dello sposo. L'asta per i diritti televisivi è andata deserta. Leggermente migliori le quotazioni della sorella maggiore Carolina, alla sua undicesima gravidanza: ha venduto per 200 euro l'ecografia a un sito Internet, che la diffonde nella rubrica 'in breve'.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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