Michele Serra: Panni stesi al sole del Lingotto

La nomina di Luca di Montezemolo alla presidenza della Fiat ha suscitato sconcerto nel capitalismo italiano. Montezemolo, infatti, è nel mondo delle automobili da sempre. Le automobili, addirittura, gli piacciono. Questo sovverte clamorosamente il corso degli ultimi vent'anni del management Fiat e di quello italiano nel suo complesso. Tra i presupposti richiesti ai capitani d'azienda, infatti, la conoscenza del prodotto è considerata un optional o addirittura un ostacolo. Eloquente il caso del dg della Rai, Cattaneo, che si è formato nel mondo fieristico e corregge di suo pugno i palinsesti aggiungendo in ogni pagina una caffetteria e una toilette: sostiene di non avere mai visto planimetrie degli stand in allestimento così lacunose. Importante anche il piano Cattaneo per munire ogni trasmissione Rai di un passo carraio per il carico e scarico dei container, di un garage sotterraneo da 700 posti e di una dozzina di hostess che distribuiscono depliant.
Molto significativa anche l'esperienza Fiat di Cesare Romiti. Sapeva a memoria le quotazioni del fiorino olandese dal '54 a oggi, e l'indirizzo, completo di numero civico, Abi e Cab, di tutte le filiali bancarie di Torino e Milano. Ma credeva che lo spinterogeno fosse un ansiolitico e la prima volta che vide una Panda tentò di salire dal bagagliaio. Famoso un episodio del 1987: lavorando con passione al progetto di Qualità Totale, Romiti convinse Norberto Bobbio a firmare sulla ‟Stampa” la prova su strada dei nuovi furgoni da lavoro. Bobbio osservò che il cambio era rumoroso e l'automezzo molto sottosterzante, e Romiti replicò stizzito di rivolgersi al costruttore. Quando gli fecero presente che il costruttore era lui, Romiti ci restò malissimo: nessuno l'aveva informato.
Passato alla Rizzoli, Romiti capì che per un manager è indispensabile accumulare esperienze sul prodotto, e per non ripetere gli stessi errori decise di far fruttare la sua permanenza alla Fiat: produsse i primi libri con l'intercooler e affidò a Niki Lauda l'editing delle collane letterarie più prestigiose. Memorabile ilMulino del Podi Bacchelli con la copertina Goodyear.
Tornando alla Fiat, la gestione Romiti non fu che la prima di una lunga serie di conduzioni manageriali improntate soprattutto allo sviluppo finanziario, e decisamente disattente al prodotto. A metà degli anni Novanta la Fiat si ritrovò proprietaria di miniere di manganese in Botswana, catene alberghiere, chioschi di gelati, stabilimenti balneari, e con una collezione di francobolli rari tra le più prestigiose del mondo. Per non dire della serie completa delle litografie di Aligi Sassu, oggi esposta al Lingotto. Ma a fronte di una floridezza finanziaria così imponente, da Mirafiori uscivano auto senza il motore, fornito al cliente a parte, smontato, in busta di cellophan, con le istruzioni per il montaggio. Problemi anche nei nuovi stabilimenti robotizzati: i programmatori, senza aggiornamento, montarono un software decisamente obsoleto, e ogni due Punto uscivano una 500 giardinetta e un tostapane.
La famiglia Agnelli cominciò a correre ai ripari solo quando, durante una visita nei moderni impianti di Termini Imerese, il filo di perle di una delle signore venne risucchiato da una pressa robotizzata e trasformato in una coppa dell'olio. Il Consiglio di fabbrica, per bocca di un delegato della vecchia guardia, ancora a transistor, si scusò con la signora, ma da allora in corso Marconi si decise che la Fiat, essendo pur sempre una fabbrica di automobili, doveva smetterla di considerare la loro fabbricazione come un'attività ricreativa per i suoi operai.
Montezemolo è già al lavoro. Ha fatto notare al management che la pista sul tetto del Lingotto non è adatta a stendere la biancheria. Trasformerà anche i tetti degli altri edifici Fiat in circuiti di prova, senza parapetto quelli dove gireranno, su una Ferrari, gli attuali consiglieri di amministrazione, scelti da Morchio.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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