Michele Serra: Le ultime lettere del centrosinistra

Caro direttore, ho letto la lettera aperta di Rutelli ai prodiani pubblicata ieri da ‟la Repubblica”. Fa seguito alle epistole di Prodi ai rutelliani, purtroppo rimaste inedite.
Nella convinzione che la sinistra italiana, stante la crescente difficoltà di parlarsi a viva voce, stia diventando un romanzo epistolare, mi permetto di anticiparti almeno alcune delle prossime lettere, che, in quanto direttore di un giornale da sempre attento ai problemi della sinistra, dovrai prepararti a ricevere e volentieri pubblicare.

Caro direttore, essendo il Suo giornale da sempre attento ai problemi della sinistra, mi permetto di intervenire nel dibattito aperto da Francesco Rutelli, dal quale traspare chiaramente la volontà unitaria che gli ho sempre riconosciuto. Resta il fatto che la formula " Nuove Grandi Riforme" (rigo 15, pagina 1), polemicamente indicata da Rutelli come obiettivo confuso e paralizzante, non è certo all'ordine del giorno. Si è parlato, piuttosto, di Grandi Nuove Riforme. Allego documentazione, in quello spirito di chiarezza e collaborazione che tutti auspichiamo. Cordialità
Piero Fassino

Caro direttore,
ho accolto con grande interesse le considerazioni di Piero Fassino sulla natura profondamente riformista della coalizione, riassunta nel progetto delle " Grandi Nuove Riforme". Avrei preferito, come da tempo è noto, la formula delle Riforme Grandi e Nuove, che offro alla discussione, approfittando dell'ospitalità di un giornale da sempre attento ai problemi della sinistra. Suo
Giuliano Amato

Caro direttore,
mi stupisce molto che un giornale attento ai problemi della sinistra abbia, spero non volontariamente, accettato di confondere le carte sulle diverse nature del riformismo italiano. Nelle tre accezioni fin qui proposte (" Nuove Grandi Riforme", " Grandi Nuove Riforme" e " Riforme Grandi e Nuove"), nessuna contempla l'ipotesi che il nuovo e il grande siano dimensioni non necessariamente coincidenti. Suggerirei, molto meglio, la dizione " Nuove Piccole Riforme", passin passetto. Con amicizia
Arturo Parisi

Direttore!
La sapevo persona attenta ai problemi della sinistra. Come è stato possibile, dunque, che il suo giornale abbia dato spazio alle oziose polemiche nominalistiche dei giorni scorsi? Il riformismo, solo possibile collante unitario delle diverse nature del centrosinistra, non è né piccolo né grande: è medio, come tutto ciò che serve a conquistare il centro moderato. In quanto tale, fa schifo. Grazie per l'ospitalità
Gianni Vattimo

Signor direttore,
sospetto che le precedenti lettere sul riformismo pubblicate dal suo giornale, pur così attento ai problemi della sinistra, Le siano arrivate con affrancatura a carico del destinatario, tanto erano povere di idee e di contenuti. Povera sinistra e povera Italia!
Michele Salvati

Direttò,
strozzerei con le mie mani quelli che le scrivono, profittando della sua attenzione ai problemi della sinistra, per far perdere tempo agli elettori con le loro ciance da politicanti. Dia retta a me, sono i problemi della gente il punto cruciale.
Antonio Di Pietro

Signor direttore,
in quanto lettore affezionato del suo quotidiano, ho notato negli ultimi giorni una preoccupante escalation di lettere dedicate al dibattito interno alla sinistra. Le propongo, di qui in poi, di fare un giornale meno attento ai problemi della sinistra. Grazie
lettera firmata
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

Vai alla scheda >>

Scopri il negozio Feltrinelli più vicino a te