Michele Serra: Centro d'ilarità permanente

È in base a un calcolo elementare che Francesco Rutelli ha deciso la sua definitiva svolta centrista. Il calcolo è questo: posto che gli elettori di sinistra sono circa il 40 per cento, e che gli elettori di centro sono il 5 per cento, quale obiettivo, tra i due, è di più facile realizzazione per l'opposizione italiana? Ovvio, conquistare il 5 per cento. Lo capirebbe anche un ragazzino.
Decisa la strategia, ecco la tattica.

Economia
Una vera politica economica di centro non deve dare l'impressione di parteggiare per una delle due fazioni di estremisti, i ricchi e i poveri, le cui posizioni ostinatamente conflittuali impediscono un'impostazione ragionevole dei problemi. È sbagliato possedere 2 mila miliardi, ma è sbagliatissimo, e tipico della sinistra più infantile, opporsi pregiudizialmente alla ricchezza possedendo solo poche decine di euro. All'ostentazione di panfili e ville non si può certo rispondere facendo lavoretti precari o indossando orribili felpe di acrilico pur di rivendicare chissà quale diversità ideologica. A questo sterile narcisismo pauperista i neocentristi intendono rispondere con un corteo di professionisti a medio reddito, che non sfasciano le vetrine e al contrario ne commentano favorevolmente ad alta voce il buon livello di illuminazione, l'avvenenza delle commesse e la qualità della merce esposta. Quindi, in piccoli drappelli, si staccano dal corteo ed entrano nei negozi per acquistare a prezzi ragionevoli indumenti decorosi e beni di consumo di medio livello, adatti a un trilocale di circa 110 metri quadrati in zone non periferiche ma neanche lussuose.

Esteri
Non si può cedere alle facili emozioni pacifiste, ma bisogna prendere le distanze dagli eccessi bellicisti. Sì, dunque, alla presenza dei militari italiani in Iraq, però vestiti in borghese e fidanzati con ragazze irachene. Le armi di ordinanza consigliate dal neonato Centro Studi Centristi di Strategia Militare non devono essere troppo vistose (come carrarmati, bazooka, portamissili), ma nel contempo devono incutere timore alle bande di terroristi. Consigliate le alabarde, le scacciacani e le cerbottane. Lo stesso Rutelli ha disegnato l'elmetto centrista, con calotta metallica, ma a forma di Borsalino per non turbare la popolazione civile e per conquistare simpatie per lo stile italiano. Molto importante anche l'atteggiamento delle truppe: gli slogan trucibondi delle truppe americane, tipo ‟Fuck the arabs” o ‟Nuke the Casbah”, verranno tradotti secondo i princìpi moderati: ‟Intrattieni discretamente alle spalle le popolazioni locali” e ‟Fai opera di dissuasione attiva neutralizzando con armamenti moderni luoghi di culto nei quali possano annidarsi bande ostili”. Il contingente italiano, aiutato da un professore di metrica, sta imparando a scandire in coro i due slogan. Sì alla conquista di Falluja previo bombardamento a tappeto, purché il successivo ingresso delle truppe avvenga con autoblindo a bassa emissione inquinante e rispettando i semafori e la segnaletica irachena, che impone di dirigere gli automezzi sempre e solo in direzione della Mecca.

Etica
I centristi hanno fatto proprio lo slogan di Croce ‟Non possiamo non dirci cristiani”, alla lettera: non possiamo, pena sanzioni amministrative ancora allo studio.
E dunque, sì alla fecondazione assistita, ma solo in Chiesa, con provette consacrate. Ammessi i rapporti prematrimoniali purché in presenza dei genitori. Le unioni di fatto tra omosessuali sono consentite, ma solo se uno dei due partner accetta di vestirsi da moglie, con il tailleur e il filo di perle, e l'altro da marito, in giacca e cravatta, e in tuta da ginnastica durante il week-end.

Campagna elettorale
Dovrà evitare i toni esagitati e le prese di posizione manichee. Per queste ragioni verranno ammessi solo punti programmatici che non spaventino l'elettorato moderato. Tra questi, la conferma della domenica come giorno festivo e la chiusura dei parrucchieri al lunedì. Sul resto, secondo Rutelli, è necessario discutere il programma di governo con cautela e interpellando anche la destra, per non dare l'impressione di una preclusione politica immotivata.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

Vai alla scheda >>

Scopri il negozio Feltrinelli più vicino a te