Michele Serra: Alle primarie con l'alabarda

Il punto sulle primarie nel centro-sinistra è stato elaborato dall'associazione Cubo di Rubik, che raduna matematici ed enigmisti di tutto il mondo. Si tratterebbe di un'espressione logaritmica a 14 incognite, resa ancor più difficile da svariate macchie di ragù che imbrattano gli appunti di Romano Prodi, con due sole soluzioni possibili: stracciare il foglio e pensare alla figa, oppure procedere al sacrificio rituale di Pecoraro Scanio affidando le sue interiora a un aruspice perché vi legga il destino.
Non esistendo una soluzione logico-razionale, i leader del centro-sinistra hanno dichiarato che "la soluzione non può che essere politica", gettando definitivamente nel panico i loro elettori. Sono state dunque inserite in una teca le diverse proposte, e un bambino bendato (nuovo simbolo dell'Ulivo) provvederà a estrarre uno dei bussolotti. Secondo indiscrezioni, queste sarebbero le proposte in lizza.

1. Non avendo senso che Prodi sia l'unico candidato, non si presenterà neanche Prodi. Le primarie saranno dunque senza candidati, e gli elettori dovranno scrivere sulla scheda un pensiero affettuoso alla moglie (marito) oppure una massima di La Rochefoucauld.

2. Prodi si presenta, ma essendo l'unico candidato è perfettamente inutile che si presentino gli elettori, che nel giorno delle primarie saranno invitati a testimoniare il loro impegno civile ripulendo in gruppo il greto dei fiumi, dirigendo il traffico all'uscita delle scuole oppure discutendo con i passanti i punti salienti del programma e i nodi irrisolti del Paese.

3. Si presentano tutti: i leader del centro-sinistra, dell'associazionismo e della società civile, gli ex partigiani e deportati, gli intellettuali più prestigiosi, i presidenti di bocciofila e di cineclub, i responsabili del commercio equo e solidale, i leader della galassia pacifista, i preti operai, i sindaci, i sindacalisti, gli editori alternativi, i disobbedienti, i cobas, i familiari delle vittime, i rappresentanti dei carcerati e anche tua sorella. Daranno vita a un torneo cavalleresco, con le regole della Quintana, tentando di disarcionarsi a vicenda con un'alabarda. Il vincitore potrà candidarsi alle politiche e impalmare una vergine di sangue reale.

4. Si presentano solo i candidati mai eletti in tutte le precedenti elezioni: come il 53 sulla ruota di Venezia, prima o poi il loro nome dovrà pure uscire.

5. Si presentano solo Prodi e Bertinotti, ma Bertinotti dichiarando preventivamente che il suo candidato è Prodi. È la soluzione detta, tecnicamente, "ma allora cosa cazzo votiamo a fare", molto apprezzata dai politologi della scuola di Minsk, secondo la quale l'importante, in democrazia, è divertire gli elettori con quesiti surreali per ovviare alla disaffezione per la politica.

6. Si decide all'antica, con una vigorosa stretta di mano che vale più di qualunque contratto scritto. Per la stretta di mano tra tutti gli aventi diritto è stata affittata la pista del circo Medrano: i leader presenti verranno aiutati da esperti acrobati e contorsionisti per riuscire a intrecciare le dita (in tutto 280 dita) con un effetto coreografico spettacolare, riprese televisive dall'alto e musiche di Ennio Morricone.

7. Saranno i probiviri a decidere, in un solenne Consiglio dei saggi, chi è il candidato della grande alleanza. Uomini anziani con lunghe barbe bianche, e donne anziane con rade barbe bianche, vestiti con un'austera tunica candida, simbolo della saggezza e della concordia, si chiuderanno in un monastero e, in conformità alle tradizioni e alle convinzioni della sinistra, si azzufferanno furiosamente scambiandosi orribili insulti e rivangando ogni possibile scissione e litigio dal 1789 in poi, tentando di colpirsi con l'attizzatoio e rinfacciandosi vecchie amanti, tradimenti coniugali e insensibilità nell'educazione dei figli. L'accusa estrema, quella di non avere capito il cinema di Godard, verrà tenuta in serbo per le ore conclusive, al termine delle quali ognuno dei probiviri emetterà un comunicato disgiunto nel quale si spiega che con gli stronzi non si può ragionare.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

Vai alla scheda >>

Scopri il negozio Feltrinelli più vicino a te