Michele Serra: Un breviario contro lo smog

Nelle foto satellitari la Pianura Padana, per molti mesi all'anno, è una chiazza giallo-grigiastra. Secondo gli ambientalisti è identica alla metastasi del fegato nelle endoscopie, secondo Formigoni è un'immagine poetica ispirata all'ultimo periodo dell'astrattismo lombardo. Secondo la realtà, è una galla mefitica formata dalle polveri inquinanti sospese a mezz'aria. Che fare? La circolazione a targhe alterne è un palliativo. Gli amministratori della Pianura Padana, in queste ore, sono riuniti per studiare misure più drastiche. Ecco le principali.

Sopraelevazione
Poiché gli agenti inquinanti tendono a stagnare in basso, si sta pensando alla sopraelevazione dell'intera Padania su palafitte o con altri sistemi. C'è un progetto Renzo Piano (una suggestiva fuga, da Torino a Trieste, di alberi maestri, vele e trinchetti, con la popolazione issata sulle coffe), uno di Gae Aulenti (enormi amache di tulle colorata) e uno del geometra lecchese Gino Perego (costruire un unico immenso montarozzo di terra di riporto simile a quelli delle villette a schiera, ma lungo 300 chilometri). Scartato un progetto collettivo del manicomio criminale di Castiglione dello Stiviere, perché era troppo simile all'idea di Renzo Piano e a quella di Gae Aulenti. In pratica, una sintesi tra le due.

Polmone espiatorio
È la proposta della Lega. Vengono individuati alcuni cittadini tra i più improduttivi (tossicomani, disoccupati, musulmani, omosessuali, donne) che hanno l'obbligo di camminare almeno 15 ore al giorno per le vie del centro inspirando profondamente l'aria inquinata. È stato calcolato che un immigrato sotto stress, specie se appena raggiunto dal provvedimento di espulsione e inseguito, lui a piedi, dai vigili urbani in motocicletta, può accelerare la respirazione fino al triplo del normale, ed è in grado di trattenere nei polmoni fino a due etti al giorno di polveri venefiche. Un magrebino in giovane età può sopravvivere anche due mesi e ripulire, da solo, cento metri di marciapiede in corso Buenos Aires. E un nero con capigliatura rasta, passando e ripassando davanti a un McDonald's, può trattenere tra i boccoli fino a 30 grammi di vapori d'olio fritto.

Vento artificiale
La scarsa ventilazione naturale consente alle polveri sospese di stagnare troppo a lungo. Si potrebbe dunque ricorrere al vento artificiale, ottenuto impiantando enormi turbine in grado di creare tramontane, scirocchi e grecali a seconda delle necessità. Due le controindicazioni: la prima è che una turbina impiantata alla periferia di Milano, essendo alimentata a carbone, può pulire l'aria frontestante fino a Vimercate, ma emette gas di scarico fino a Napoli. La seconda è che non si trova un accordo sull'orientamento delle turbine: puntate verso Ovest ammassano le sostanze inquinanti contro le Alpi, provocando il caratteristico fenomeno della neve nera e una moria di maestri di sci, puntate verso Est affumicano la costa istriana, riaprendo il doloroso capitolo dell'odio etnico.

Targhe esterne
A differenza delle inutili targhe alterne, si può circolare ogni giorno qualunque targa si possieda, però a piedi, tenendo la targa appesa al collo, bene in vista, e facendo ‟brum brum” con la bocca. È la proposta degli ambientalisti.

Targhe interne
È la seconda proposta degli ambientalisti. Si svita la targa dalla macchina, la si porta in casa e si trascorre la giornata a lume di candela, mangiando gallette di segale e leggendo un buon libro sullo sviluppo sostenibile stampato su carta riciclata con inchiostro vegetale. Per suicidarsi all'imbrunire, solo metodi naturali: ci si può impiccare a una corda di canapa o buttarsi dalla finestra avendo cura di non gridare, per combattere l'inquinamento sonoro.

Novena ecologica
Sostenuta da Comunione e Liberazione: la gente continua a inquinare, le ciminiere a puzzare, le macchine a circolare, la Padania a produrre e la Compagnia delle Opere a fare affari, però pregando il buon Dio che mandi a piovere o faccia vento. Ogni sera dopocena raduno di massa in piazza del Duomo con maschera antigas e breviario.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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