Michele Serra: Merola al Festival di Ulumabe

Contrariamente a quanto si crede, il Festival di Sanremo non è una manifestazione unica al mondo. In diversi altri luoghi della Terra si disputano concorsi musicali assai simili, meno pubblicizzati per ragioni di decoro pubblico e a volte osteggiati dai governi per il danno arrecato all'immagine del Paese. Questi i principali.

Festival di Pechino
È l'appuntamento più prestigioso della musica popolare cinese. Fino a qualche anno fa dominava la tradizione, di solito brani per voce e gong dedicati alla fioritura dei ciliegi. Durante la Rivoluzione Culturale i dirigenti comunisti imposero importanti innovazioni, introducendo nell'orchestrazione anche i timpani e imponendo che il tema della fioritura dei ciliegi venisse fortemente riformato: nel 1970 vinse infatti la canzone ‟La fioritura dei ciliegi è molto più intensa da quando operai e contadini si tengono per mano”, interpretata dai Poveri e Poveri. Ultimamente, grazie alla sterzata liberista, si cerca di andare incontro ai gusti internazionali: le canzoni cinesi classiche non erano esportabili perché all'estero venivano scambiate per istruzioni per il montaggio dei radiatori. La manifestazione è diventata la vetrina della nuova economia, e i brani sono contraffazioni quasi perfette, e a bassissimo costo, delle canzoni occidentali più famose. Grande successo per ‟O sole tuo”, ‟Una lacrima sul riso” e ‟La bela Ji-gu-jin”. Il gong è stato sostituito dal computer, che ne riproduce fedelmente il suono.

Festival di Parigi
Ormai semiclandestino, si disputa in un localino della Rive Gauche tra gli ultimi esistenzialisti vestiti di nero, che cantano a bassissima voce, in penombra,i brani minori degli chansonniers scomparsi per cirrosi epatica. È qui che sono stati lanciati ‟Le foglie morte”, ‟L'ultimo autunno”, ‟Un cimitero in Normandia”, ‟Ti ho perduta per sempre” e altri celebri brani della canzone d'autore francese. Famoso lo scandalo del 1956: Charles Trenet venne allontanato dalla rassegna perché gli spettatori delle prime file riuscivano a udire distintamente quello che cantava, ed ebbero la netta impressione che fosse felice. A termini di regolamento, scattò la squalifica.

Festival di Ulumabe
Scoperto da Levi-Strauss tra le tribù antropofaghe del Borneo, è un'impressionante esibizione di prestanza canora: vince chi riesce a urlare più forte, dentro una enorme conchiglia, minacce e insulti contro i clan avversari. Nel 1983 trionfò a sorpresa Mario Merola, che riuscì a far fuggire, terrorizzato, l'idolo locale Mulele, un capo antropofago che si è poi rifatto una vita diventando avvocato matrimonialista in California.

Festival di Nashville
È il trionfo della tradizione country americana. Vietato ai negri e agli omosessuali (ma ultimamente, dopo una dura polemica, aperto alle donne), si disputa nel locale bowling tra cantanti rigorosamente rispettosi della Old Rule (la Vecchia Regola): indispensabili la giacca di pelle bianca con le frange, gli stivaletti argentati e la faccia da stronzo. I brani, tutti per banjo, banjo tenore e voce, rievocano la vita semplice e i valori forti del cuore profondo della nazione. Tra i più gettonati ‟La buona vecchia torta di mele di mia madre”, ‟Il buon vecchio Winchester di mio padre” e ‟Non capisco perché mio figlio si droga”.

Festival di Innsbruck
Tutto il fascino delle valli alpine, nella cornice del suggestivo Palazzo Strudel, echeggia in questa manifestazione ritenuta, ed è una vera fortuna, unica al mondo. Cori di mungitori, stagionatori di formaggi, raccoglitori di genziana e impagliatori di sedie (in rappresentanza delle quattro Consorterie che ancora reggono le sorti del Tirolo) si sfidano intonando le polifonie tradizionali, da ‟Ioli-ioli-ho” a ‟Aili-Aili-là”, accompagnandosi con la danza degli schiaffi e soffiando nei lunghissimi corni di montagna, che hanno l'imboccatura nel salone delle feste e la tromba terminale nel parcheggio degli autobus. Gli idoli locali erano i Fratelli Hoenschwantzen, periti in un incidente di funivia e vanamente emulati da una muta di cani da slitta nell'ultima edizione.

Festival dei Giardini Vaticani
Rassegna dei nuovi cantautori cattolici, che eseguono per il Papa le loro composizioni, efficace esempio di fusion tra la pullman-music e i testi degli ex-voto. Tra i maggiori successi ‟Non ti abbronzare” e ‟Mortificati”: quest'ultimo ha avuto buona diffusione anche tra i gruppi punk più estremi della scena londinese. Obbligatori il giro di do nelle musiche, e la parola ‟letizia” nei testi. I medici curanti del Pontefice hanno attribuito la sua recente malattia all'ultima edizione del Festival.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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