Vittorio Zucconi: La caduta del Signore della Boeing licenziato per un amore proibito

Neppure a 11 mila metri di altezza, dove volano i suoi aerei, un uomo è al riparo dai missili micidiali delle lettere anonime. L´amara parabola del moralizzatore abbattuto dai moralisti va in scena questa volta alla Boeing dove il Presidente e "Ceo", amministratore delegato della più celebre società mondiale di costruzioni aereospaziali, missili, navette, bombardieri e jumbo, è da ieri sera disoccupato, perché sorpreso in una relazione con una dirigente della società, denunciata da una lettera anonima.
Proprio lui, Harry Stonecipher, l´uomo che in diciotto mesi aveva risanato il gigante azzoppato dalla concorrenza di Airbus, oggi la prima produttrice mondiale di aerei civili, e da scandali di commesse militari con il Pentagono, a colpi di machete contro le spese stravaganti, i jet privati, gli autisti, le gratifiche, la corruzione e la dolce vita dei dirigenti, ha conosciuto la parabola dell’‟annaffiatore annaffiato”, la vendetta delle vittime.
Non ci sono neppure sospetti di reati, di molestie o di mobbing, nella storia del signor Stonecipher, figlio di un minatore di carbone del Tennessee arrivato alla presidenza della Boeing risalendo uno a uno i gradini della corporation. La relazione amorosa con una delle sue dirigenti, dunque con una signora in età perché non si diventa executive alla Boeing da fanciulle, era perfettamente consensuale, pur se non del tutto legittima, perché il Presidente è sposato, padre di due figli e nonno di due adorati nipotini. Della situazione coniugale dell´amica, che è rimasta per ora senza nome, non sappiamo nulla, ma si trattava certamente di persona seria, con laurea in ingegneria e responsabile di un settore produttivo, secondo i pettegolezzi che si ascoltano a Tacoma, il sobborgo di Seattle dove la Boeing ha la sua sede.
Ma nella terra del Bene e della Bibbia, in questa America che periodicamente riscopre il proprio inestirpabile vizio puritano, anche una relazione sentimentale tra un Presidente di società privata e una matura collega di lavoro "viola le norme aziendali di comportamento", come ha fatto sapere il "chairman", il numero due della società, Lew Platt, quando ha chiesto al libertino, a nome del consiglio d´amministrazione, di dimettersi. Neppure i 68 anni di Stonecipher, un´età alla quale una relazione sentimentale potrebbe anche essere giudicata più un merito che una colpa, e l´eccellente lavoro fatto dal figlio del minatore che aveva raddrizzato i bilanci e il valore del titolo azionario della Boeing, lo hanno salvato. E Wall Street, giudice finale e insindacabile della moralità aziendale, ha approvato. Dopo un leggero trabalzone alla notizia, costato 30 centesimi di dollari al titolo, il corso della Boeing ha ripreso quota, chiudendo più alto di dove era partito in mattinata.
Qualcuno, o qualcuna, nel ventre della azienda creata dal signor William Boeing negli anni ‘20, oggi deve vivere ore di satanica felicità per le disgrazie altrui, secondo il codice morale di ogni grande azienda. E la persona che ha inviato una lettera di posta elettronica al "charman" Platt, camuffata dietro i falsi indirizzi e pseudonimi che fioriscono in Internet, per raccontare la storia della relazione fra il Presidente e la Dirigente. E qui ogni insinuazione è legittima, dal dubbio di una concorrente in amore delusa alla possibilità di una segretaria maltrattata e vendicativa, all´ipotesi, la più accreditata a Seattle, di un altro "executive", di un altro dirigente indignato per la strage di benefici, privilegi e "sprechi ridicoli di danaro" come li chiamava il Grande Moralizzatore. Come già il Presidente Carter, che aveva tolto auto di servizio e chaffeur a due terzi dei dipendenti della Casa Bianca guadagnandosi l´imperitura ostilità dello staff, così il figlio del minatore aveva imposto ai suo collaboratori più importanti di volare su aerei di linea, e rinunciare ai comodi jet privati sui quali svolazzavano. Arrivava in ufficio a Tacoma guidando ogni mattina la propria auto, senza autista, per "dare l´esempio".
Qualcuno ha aspettato, nell´ombra, che il moralizzatore cadesse in qualche peccato. Che questo personaggio integerrimo e incorruttibile, richiamato due anni or sono dal pensionamento per raddrizzare la Boeing scossa dalla turbolenza di vendite calanti e di uno scandalo che aveva mandato il galera un suo alto dirigente insieme con un funzionario del Pentagono, scivolasse su qualche buccia di banana. È stato, per lui, l´amore proibito nell´età del tramonto, la colpa che non si perdona in una società che preferisce i bombardieri alle alcove, e "l´anonimo" l´ha abbattuto. Gli è rimasto il "pacchetto liquidazione", ha concesso il suo successore ad interim, nominato in fretta in attesa di trovare un successore permanente. Ora si vedrà se gli resterà anche la moglie.
Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi è giornalista e scrittore, condirettore di repubblica.it e direttore di Radio Capital, dove conduce TG Zero. Dopo aver cominciato nel 1963 come cronista precario a “la Notte” ...

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