Michele Serra: Dov'è finita Gemonio?

La devolution rischia di rivelarsi un boomerang: nata per promuovere le autonomie locali, la sua applicazione minaccia, paradossalmente, di devastarle. Specie le Regioni più piccole, infatti, non sono in grado di fare fronte ai nuovi, gravosi impegni istituzionali senza ricorrere a una massicia immigrazione straniera.
In Basilicata, per esempio, per riuscire a costituire una Polizia locale, come prevede la legge, ci si dovrà rivolgere a ex mercenari bosniaci e a reduci della Legione Straniera, perché la popolazione locale è di indole mansueta e preferisce dedicarsi alla danza folkloristica e alla cucina casalinga.
Per calcolare e riscuotere i nuovi tributi locali, la Regione Molise ha dovuto rivolgersi a esperti gabelloti del Niger, adattandosi giocoforza al loro sistema fiscale che prevede la dazione di una figlia femmina per ogni capofamiglia. Addolorati dalle polemiche, i gabelloti hanno spiegato di ispirarsi da sempre al Codice di 'Ngomba e alle brochure dello Studio Tremonti, che ne difende da sempre l'operato.
In Alto Adige mancano insegnanti in grado di svolgere correttamente i corsi di ingegneria funiviaria e cavotecnica, imposti dall'autonomia scolastica, e sono stati assunti bravissimi ingegneri indiani che si trasferiranno in regione con il turbante, le loro copiose famiglie e centinaia di vacche sacre, che divoreranno tutte le vigne di Traminer senza poter essere disturbate.
I cinesi hanno stravinto l'appalto per le nuove divise di molte polizie locali, fornendo, a bassissimo costo ma alla rinfusa, armature medievali e costumi da spadaccino. Durante le prime uscite pubbliche, i vigili di Varese, che dirigevano il traffico vestiti da Cyrano, sono stati fermati dai carabinieri e affidati al pronto soccorso psichiatrico, creando un gravissimo incidente istituzionale.
A Gemonio, capitale morale della devolution e paese di Bossi, i nuovi cartelli con le indicazioni stradali ("Gemuuuun") hanno dovuto essere estesi fino a Bari e Napoli, perché nessuno sa dove si trovi e soprattutto che cosa sia. Sotto ogni cartello è stato collocato un traduttore. La spesa, di duecento milioni di euro, ha messo in ginocchio il bilancio comunale, costringendo il sindaco a sostituire tutto il personale con un pregiudicato calabrese al confino che ha guarnito l'atrio del Municipio con ghirlande di peperoncino rosso.
"Non ce la possiamo fare", confidano molti governatori, "perché gli investimenti per la devolution equivalgono al bilancio di uno Stato con cento milioni di abitanti. L'alzabandiera va bene, ma per la parata militare annuale delle forze armate regionali saremo costretti a ricorrere a eserciti stranieri. E se poi non se ne vogliono andare?". "Costi pazzeschi", dicono altri, "insostenibili. Per permetterci l'istituzione di un fisco regionale abbiamo dovuto quadruplicare le tasse".
E c'è già qualcuno che imbroglia, all'italiana. La Regione Liguria, per risparmiare, intenderebbe affidare l'insegnamento scolastico della lingua e delle tradizioni liguri ai pappagalli imbarcati sulle navi genovesi. I vessili della Regione Puglia issati sugli edifici pubblici sono in realtà bandiere del Mozambico prelevate da un mercantile naufragato al largo di Brindisi: la giustificazione dei funzionari regionali è che, non essendo mai esistita una bandiera pugliese, nessuno potrà mai notare la differenza.
L'obbligo, per tutte le autorità venete, di andare a lavorare in gondola o in vaporino, fischiettando "Rosina damela", anche qualora risiedano nell'entroterra, è stato aggirato ricorrendo a costosissimi go-kart carrozzati come barche da regata storica. Molto pericolosi i remi sporgenti che fanno strage di pedoni. In Sardegna ha destato molte polemiche il decreto regionale che prevede, per le riunioni pubbliche, l'obbligo del costume da mamuttones e una forma di pecorino sotto il braccio.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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