Michele Serra: Calderoli ha abolito il presepe

Se il 25 aprile, come insegna il revisionismo storico, non è la festa della Liberazione, ma un'adunata di stalinisti ottuagenari che oliano il mitra con la pasta per la dentiera, quale nuovo significato verrà attribuito alle altre feste nazionali? Il bis-ministro delle bis-riforme, Roberto Calderoli, sta valutando una radicale risistemazione del calendario.

4 novembre
La festa delle Forze Armate, per non essere solo celebrativa e avvicinarsi alla società italiana, prevede una solenne sfilata lungo i Fori Imperiali, di capifamiglia del Nord-Est armati di pistole Beretta, degli applauditissimi Addestratori della Camorra con rottweiler al guinzaglio, dei gloriosi reduci del Corpo Artificieri dei servizi deviati, con il loro inno (l'orario ferroviario cantato a memoria), dei radaristi non-vedenti di Ustica, dei pittoreschi e abili Mazzieri del G8 di Genova, capaci di far roteare in aria i manganelli fino a colpire il pubblico affacciato alle finestre, e infine, graditissimi ospiti, delle nuove Guardie Svizzere, armate di bazooka e abilissime nello smascherare in mezzo alla folla i divorziati. Presente anche, in segno di pacificazione nazionale, una delegazione di Ragazzi di Salò, che fucileranno simbolicamente gruppi familiari al completo estratti a sorte tra i passanti.

Primo maggio
Giudicato irriformabile a causa della sua conclamata matrice comunista, sarà abolito. Verrà rimpiazzato, il 2 maggio, dalla Festa degli imprenditori, che daranno vita, in ogni città, a una suggestiva sfilata in station-wagon o in fuoristrada, sventolando dai finestrini le carte di credito. Qualche timore per l'ordine pubblico solo per il paventato arrivo dei White-Block, bocconiani fuori corso che sfasciano i Bancomat quando appare la scritta 'credito insufficiente'. Sarà mantenuto il tradizionale concerto in piazza, in diretta su Rete 4: esclusi i cantanti e le canzoni di sinistra, rimarranno in repertorio solo Andrea Bocelli che canterà ‟Casetta in Canadà”, e il coro dei concorrenti del ‟Grande Fratello” che interpreterà un medley delle sigle Mediaset. Le restanti otto ore del concerto saranno di interruzione pubblicitaria. Presenta Elisabetta Gardini.

Natale
Resta in vigore, ma riformato. Festa delle radici cristiane, nella quale si celebra la decisione di Maria di portare a termine la gravidanza, è stata via via distorta lungo i secoli dalla propaganda di sinistra, che ci ha aggiunto la stucchevole retorica pauperista della miserabile capanna. Nella realtà storica, Gesù nacque in una confortevole capanna a schiera condonata (con angolo di cottura e posto-asino, a soli dieci minuti da Betlemme centro) e la sua famiglia non era affatto povera, solo vessata dall'Irap. Bene l'albero, indiscusso simbolo celtico, purché si evitino gli orribili abeti di plastica made in China. Male il bue e l'asinello che alludono alle unioni di fatto, malissimo il presepe napoletano, con tutti quegli sfaccendati che stazionano per due settimane nel muschio e nella bambagia senza produrre reddito.

Pasqua
Eccessivo il peso dato fin qui alla Resurrezione, è la crocefissione che va messa in primo piano. Per Forza Italia il supplizio di Cristo è il simbolo della politicizzazione della magistratura. Per la Lega e i suoi intellettuali di riferimento, Borghezio e Mel Gibson, la pena di morte, a parte l'indubitabile valore estetico, è un valido deterrente contro la criminalità, e quel Gesù qualcosa dovrà pure aver fatto per finire nei guai.

14 febbraio
Festa di nuova istituzione. È il Natale della Padania: fu il 14 febbraio del 1992 che il geometra di Lissone Gino Perego, durante il pranzo domenicale, decise che era nata la Padania e lo comunicò per iscritto a un avvocato suo vicino di casa, modificando per sempre il corso della storia. Altre feste nazionali allo studio dello staff di Calderoli: la Festa della Polenta, molto sentita nel Sud, e il Natale di Odino, per celebrare la nascita della popolare divinità nordica, avvenuta nel 7.453 a. C. in una tana d'orso nella brughiera scandinava, su una umile lettiera di licheni, tra gnomi festanti e renne parlanti, con Nonno Gelo e la fata Yukkulampe che lo adottarono nonostante fosse figlio.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

Vai alla scheda >>

Scopri il negozio Feltrinelli più vicino a te