Michele Serra: Codice fiscale alle staminali

Come si presenterà il centrosinistra alle prossime elezioni politiche? Intanto bisogna vedere se si presenterà: non tutto lo schieramento è d'accordo sull'ipotesi di partecipare alle elezioni, ritenute un impegno troppo costrittivo perché obbliga tutti gli elettori a votare lo stesso giorno, contravvenendo alla pluralità di abitudini delle diverse anime della sinistra italiana. Il problema potrebbe essere risolto da un'ipotesi di compromesso: votare ognuno nel week-end a lui più favorevole, in un periodo compreso tra marzo e luglio del 2006.
Ammesso che la soluzione sia praticabile, è comunque escluso che una stessa scheda elettorale possa validamente riassumere la grande ricchezza di posizioni politiche in campo. Ogni elettore del centrosinistra avrà modo di presentarsi con una scheda personalizzata, ottenuta con il sistema dei bollini autoadesivi. Nei prossimi mesi tutte le correnti di tutti i partiti dell'Ulivo (e apparentati) invierà per posta i propri bollini e una scheda intonsa in omaggio. L'elettore potrà così scegliere, anche in base all'effetto cromatico più suggestivo, quali bollini attaccare, componendo una coalizione di suo gusto. Il presidente di seggio consegnerà una simpatica borsa da viaggio oppure, a scelta, l'ombrello dell'Ulivo (è composto da 39 spicchi di diverso materiale e pesa 16 chili), a quegli elettori che riusciranno a completare la scheda con tutti i bollini del centrosinistra, compresi quelli, rarissimi, dei repubblicani della Sbarbati, molto contesi dai collezionisti.
Ricercatissimi anche il prezioso ‟Ronchi rosa”, un bollino di Edo Ronchi con lo sfondo rosato per un errore tipografico, e il ‟Rutellone”, di mezzo metro di diametro per riuscire ad occupare tutta la scheda, ritirato per le proteste dei prodiani.
Risolta così, una volta per tutte, la questione dello schieramento, rimane aperto il dibattito sul programma di governo. Secondo indiscrezioni una brutta copia, scritta a matita dallo staff di Prodi su un quinterno a quadretti, starebbe già circolando tra i vari leader, ma è di difficile lettura. Oltre alle centinaia di correzioni e cancellazioni, aggiunte da chiunque ne entri in possesso (pare che il pony che l'ha trasportata dalla sede dei diesse a quella dei Verdi abbia aggiunto di suo pugno un emendamento che abolisce il bollo sui motorini), il documento è molto sgualcito, pieno di orecchie sugli angoli, e per giunta si è definitivamente deteriorato nel corso dell'ultima assemblea della Margherita, perché i convenuti se lo strappavano di mano gridando "lo leggo prima io, caro il mio stronzo!".
Quali i contenuti? Pare che Prodi abbia tentato una mediazione tra posizioni politiche anche molto difformi, che vanno dall'occupazione delle banche con distribuzione dei contanti ai passanti (Casarini) alla privatizzazione della presidenza della Repubblica (riformisti dei diesse), dalla presa in armi del Vaticano (Vattimo) alla concessione del codice fiscale anche alle cellule staminali (Rosy Bindi), dalla patrimoniale estesa anche al possesso di gerani e posate da pesce (Bertinotti) all'abolizione delle tasse per gli imprenditori laziali (Rutelli), dall'introduzione delle centrali elettriche a pedali o a elastico (Paolo Cento) alla diffusione capillare dell'energia nucleare con un reattore in ogni condominio (manicomio criminale di Castiglione delle Stiviere).
Prodi si è detto comunque ottimista: "Lo spirito di queste proposte rivela una forte ed evidente spinta unitaria". La dichiarazione, resa nel corso di una sparatoria tra prodiani antiprodiani e prodiani filoprodiani, sembra tendere a un clima più sereno, anche se le difficoltà rimangono.
Pare irresolubile, per esempio, lo scontro tra comunisti italiani e Rifondazione comunista, in totale disaccordo circa metodo e sostanza delle nuove scissioni in preparazione tra le componenti trotzkiste, quelle bukariniane, quelle luxemburghiste e la nuovissima corrente ‟Lotta moderna”, che si ispira al tumulto dei Ciompi e propone l'intifada come metodo di democrazia partecipata.
Animato dibattito anche tra le donne di sinistra, seguito con palpitante interesse dall'opinione pubblica dopo la pubblicazione su ‟Liberazione” di una lettera di Luisa Muraro che contesta la definizione di ‟percepibilità identitaria” usata da un collettivo romano sul ‟Manifesto”, proponendo ‟identità percepita” come migliore maniera per definire la preoccupante impasse del dibattito femminista.
Il programma dell'Ulivo, comunque, sta per arrivare al suo nuovo stadio di elaborazione: un'assemblea nazionale di tutte le componenti, i partiti, i movimenti e gli indipendenti, nel corso della quale si metterà ai voti ogni singola parola del documento. Si comincia il 3 di giugno, alle otto di mattina, votando sulla data del giorno: favorevoli, contrari e astenuti.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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