Michele Serra: Villaggio vacanze Al Qaeda

L'industria dei sequestri di persona, fino a poco tempo fa, era considerata un ramo secco dell'economia, come le sedie impagliate e la Fiat. Resisteva solo un piccolo marchio dell'italian style, la Aspromonte & Supramonte, ma è stato messo definitivamente in ginocchio dalla concorrenza asiatica e mediorientale, che riesce a confezionare un rapimento con poche migliaia di dollari di riscatto e manodopera in costume locale, in suggestive atmosfere esotiche. Oggi, grazie alle guerre in Iraq e in Afghanistan e al conflitto di civiltà, fondamentale per recuperare all'economia di mercato anche gruppi umani fin qui esclusi (predoni del deserto, tribù col turbante, presto anche baiadere assassine, popoli lotofagi e ciclopi), il sequestro di persona torna a ricoprire un ruolo di rilievo tra le attività umane.
Vediamone i principali protagonisti.

Bumbilai Kahn
Ha studiato in Inghilterra, ma ha voluto tornare nel suo villaggio afgano per mettere a frutto le sue tre lauree a Oxford. Grazie al suo master in floricoltura, ha cercato di rivoluzionare la coltivazione dei papaveri da oppio, provando a venderli alle colonne di autoblindo, come mazzetti ornamentali, lungo l'unica autostrada del paese, il grande raccordo anulare di Kabul. Non avendo avuto il successo sperato (un solo mazzo di papaveri venduto, a un sergente del Minnesota che se li è fumati sulla corsia di emergenza ascoltando Kurt Cobain), Bumbilai per vendetta è diventato un fuorilegge e per inaugurare la nuova attività ha rapito il direttore del ‟New York Times”, costringendolo a scrivere decine di editoriali sui centrotavola fatti coi papaveri.

Protokurdi
I protokurdi sono una tribù nomade che, pur spostandosi di poche decine di chilometri, si è trovata, negli ultimi anni, a dover combattere contro gli iracheni, gli iraniani, i turchi, i giordani, i siriani, gli angloamericani, gli ittiti e gli achei. Rapiscono per convinzione religiosa e a scopo filantropico: nel loro libro, la Pergamena Sacra, è scritto che solo dormendo sotto un tenda tra due capre si può conquistare la virtù, basta lasciare al padrone della tenda, in segno di gratitudine, 10 mila dollari e una Range Rover con intercooler. Intere spedizioni della Croce Rossa sono state rapite dai protokurdi (molto golosi di pomate e cerotti) e si sono trovate benissimo, con qualche riserva sul vitto (caglio di capra bollente in stomaco di pecora, cucinato da un cuoco di Oristano), ma un forte ricordo delle antiche cerimonie religiose protokurde, basate sulla lettura in forma di litania dei libretti d'istruzione della Range Rover.

Al Qaeda on the beach
È un ramo dissidente di Al Qaeda, formato solo da barman e istruttori di sci nautico del Mar Rosso. Sequestra i turisti per una settimana, da sabato a sabato, prelevandoli direttamente dai charter, e li obbliga a praticare la balneazione secondo i dettami coranici, nuotando con il caftano e una pesante scimitarra alla cintola, oppure orientando il windsurf sempre e solo verso la Mecca. I pochi superstiti sono surfisti approdati in Australia dopo sei mesi di traversata. Le donne possono indossare il costume da bagno solo previa resezione dei seni. Terribili i video, diffusi via Internet, con gli animatori turistici di Al Qaeda che costringono anziani tedeschi alla danza sufi. Il rapimento da parte di Al Qaeda on the beach è molto ambito dai praticanti delle vacanze no-limits.

Bastiano Riina
È di un ramo secondario dei Riina. Espluso dal mercato dell'eroina (rubava le siringhe ai suoi clienti), si è rifatto una vita in Iraq rivendendole alla Croce Rossa. Ha conquistato le simpatie di una banda di predoni strangolandone il capo a mani nude, e con il nome d'arte di Bin Riina ha rammodernato l'industria dei rapimenti, importando dalla Sicilia lo scioglimento nell'acido del rapito, molto più igienico della decapitazione. Ha introdotto anche nell'Islam, troppo civile per i suoi gusti, alcune pratiche religiose occidentali, come la processione dei flagellanti, l'adorazione di tibie e mandibole dei santi e il conto corrente allo Ior. Ma, soprattutto, ha spiegato che la soppressione del rapito, anche a riscatto avvenuto, permette di risparmiare i soldi dell'autobus per rimandarlo alla sua ambasciata, ottimizzando l'investimento.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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