Michele Serra: Agenzie di viaggio sola andata

Avere un figlio scemo non è, nella vita, una delle circostanze più piacevoli. Ma capita, purtroppo. Parecchie famiglie di immigrati pachistani in Europa, per esempio, hanno scoperto che i loro figli avevano prenotato, presso tour-operator quantomeno disonesti, un viaggio per il Paradiso senza biglietto di ritorno, e con un mezzo di trasporto, lo zainetto esplosivo, più rumoroso e insicuro perfino rispetto a certi vecchi aerei a elica ancora in uso nelle isole dell'Egeo.
Peggio, la meta proposta (che nei dépliant in agenzia, rozzamente ritoccati con il pennarello, era un giardino lussureggiante con zampilli e vergini nude) si è rivelata tutt'altra rispetto a quanto promesso: un vero e proprio loculo nel quale si viene ricomposti in forma di spezzatino, nel buio più completo. Quanto alla disponibilità delle ragazze urì, che figura nel contratto, è rimpiazzata, arrivati a destinazione, dalla visita di vermi e batteri, che non fanno lo stesso effetto e sono negati tanto alla conversazione teologica quanto alle attività sessuali.
Gli organizzatori di questa forma estrema di turismo religioso si difendono sostenendo di non avere mai ricevuto reclami dai loro clienti, segno che il viaggio è andato a buon fine. E a chi domanda loro perché - come dovrebbe fare ogni buon organizzatore turistico - non hanno mai visitato la meta dei loro clienti prima di farli partire, per controllare il livello dell'accoglienza e delle attrezzature ricreative, rispondono evasivamente, borbottando in arabo, e subito dopo chiudono la porta della madrassa facendo attenzione a non sbatterla troppo forte perché non salti in aria tutto.
I testimoni oculari li definiscono vecchi vigliacchi che mandano a morire i giovani imbrogliandoli, specialità, questa, già nota anche in Occidente, dove la madrasse si chiamano Stati Maggiori e da secoli vecchi vigliacchi con l'autista e un bel berretto con le stellette, o dittatori pazzi, o presidenti ispirati da Dio, mandano a crepare i loro figli, o preferibilmente i figli degli altri. Ma non c'è dubbio che il grado di raffinatezza raggiunto, nell'imbroglio e nella vigliaccheria, da certi boss di madrassa, segna un salto di qualità.
Intanto, non era mai accaduto che la morte fosse tra i benefit previsti nel contratto di viaggio, come l'aria condizionata e la gita in fuoristrada tra gli elefanti. Per riuscire a renderla appetibile, e a farne addirittura lo scopo della vacanza, pare che alcune tra le più rinomate agenzie fondamentaliste dispongano di animatori turistici molto professionali, che aiutano i ragazzi in partenza ad allacciarsi correttamente l'esplosivo e li intrattengono con quiz sulla decomposizione, karaoke di canti funebri, gare di minaccia via internet, puzzle con resti umani e un divertentissimo Trivial Pursuit nel quale le risposte giuste (comprese la formula dell'acqua, dove è nato Michelangelo e quanti scudetti ha vinto il Liverpool) sono state cancellate e sostituite con i precetti di vita dello sceicco Aziz Azaz, che nel 1735 decise che le costolette di maiale sono impure e dunque, per rimediare, bisogna distruggere la Terra.
Quanto al trascurabile dettaglio che, per permettere a un cliente il raggiungimento del Paradiso, è necessario accoppare, in fase di decollo, anche una cinquantina di persone che non avevano nessuna intenzione di andarci, alcuni tour operator wahabiti stanno valutando l'ipotesi di far pagare qualcosa, anche una cifra simbolica, alle famiglie delle vittime, che dopotutto si sono giovate di un viaggio nell'aldilà, organizzato da altri, senza scucire un soldo.
Le associazioni dei Consumatori sono impotenti: non sono riconosciute dalle madrasse, e i kamikaze sono rappresentati da potenti associazioni dei Consumati che sporgono reclamo solo in caso di innesco difettoso. Si calcola che siano circa diecimila, nel mondo, i giovani zelanti in rotta per il Paradiso. Il costo del carburante (a occhio, cinquecentomila vittime ignare, in maggioranza musulmane) viene considerato dai governi di mezzo mondo, con madrassa e senza, comunque più vantaggioso del prezzo per petrolio.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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