Michele Serra: Il Brunello va dall'analista

Come ogni anno, in vista della nuova vendemmia, ogni intellettuale di sinistra si sente obbligato a simulare la massima competenza enologica, pena l'espulsione immediata dal consesso degli uomini di cultura. Ecco dunque il mio tributo. Nel Bolgherese e nel Barolo, le due zone più rinomate, in settembre dilaga il fenomeno del grape-watching: le folle di curiosi che in agosto a Porto Cervo osservano gli yacht, si spostano intorno ai vigneti toscani e piemontesi, e seguono la maturazione delle uve per giornate intere, applaudendo i grappoli più spettacolari e chiedendo l'autografo alla manodopera rumena che cura le fasi della lavorazione: dalla spolveratura degli acini, all'accordatura dei tralci effettuata da mastri liutai, alla lucidatura del parquet di mogano che ha sostituito, nei vigneti più prestigiosi, la nuda terra.
Gli Antinori e i Frescobaldi gareggiano in qualità e in classe, e quest'anno, con 2 mila ettari di vigneto cadauno, produrranno una sola bottiglia a testa, che sarà ricevuta da Ciampi e poi esposta agli Uffizi (visite solo su prenotazione). Più andante la scelta commerciale di Gherardo della Gherardesca, che produrrà almeno cento bottiglie del suo Corteccione di Pianugola, un rosso così intenso e corposo che va estratto dalla bottiglia con uno speciale ferro da calza e poi lavorato a mano per ammorbidirlo. Ottimo spalmato sul pane toscano rustico. Fa discutere l'innovazione del marchese Incisa della Frescura, che mette a stagionare in barrique, oltre al suo rinomato rosso Cosciolone, anche gli operai della sua cantina, con una cannuccia per respirare. Importante che gli operai si immergano con le scarpe da lavoro e il berretto, così da ottenere, come aroma finale, quell'armonia tra uomo e territorio che è il sogno di ogni vigneron.
Interessante il nuovo Barolo di Gino Pautasso, il 'Puaret' dal caratteristico bouquet di nocciola, frutti di bosco, cinghiale, nespole, torrone, merluzzo, zenzero, ortica, braciola, argilla, gallina, prosciutto di renna, sciroppo di sambuco e carbon fossile. "Il Barolo era diventato un vino troppo carico", spiega Pautasso, "e così abbiamo deciso di puntare su un prodotto più semplice". Ogni bottiglia di Barolo, come tradizione, verrà scortata in enoteca da una guardia giurata e quotata in Borsa. Gli immobiliaristi romani hanno già lanciato l'Opa per controllare l'intera produzione dei fratelli Blegna, il Blegnone, un barolo così straordinario che solo a nominarlo gli intenditori svengono e i ristoratori scoppiano in lacrime per l'emozione. Nessuno è mai riuscito ad assaggiarlo perché, prima che i bevitori riescano a ricomporsi, l'intero contenuto della bottiglia, molto aromatico, evapora e svanisce, lasciando nell'aria una luce intensissima e il tipico profumo delle apparizioni mariane.
Sta finalmente rialzando la testa il Brunello di Montalcino. Caduto in disgrazia perché costava solo 80 euro a bottiglia, sfigurando di fronte ai rossi del Bolgherese (dove 80 euro consentono solo il biglietto d'ingresso in enoteca, e il diritto di interpellare il commesso), il Brunello è stato ripensato profondamente dal famoso enologo francese Jean-Louis Brot (ispiratore del film ‟L'uomo che sussurrava agli acini”). Brot pratica la psicoterapia ai grappoli sfiduciati, stimolandone l'autostima.
In Franciacorta è promettente l'annata del pregiatissimo bianco frizzante, riconoscibile dal caratteristico gorgo ribollente che i gas producono nel bicchiere. Si fa strada il Ruttone, venduto con l'apposito estintore utile a sedare il principio di incendio a ogni stappatura, e si muove bene anche il Cavernoso, uno spumante dal carattere molto deciso che dopo la beva lascia nelle corde vocali solo i suoni gutturali, divertendo molto le tavolate.
Sempre molto attesi i bianchi siciliani e i rossi altoatesini, in genere ottimi ma penalizzati dal prezzo onesto: un ritardo inspiegabile secondo gli esperti. Bene il Verdicchio, aiutato dalle innovazioni introdotte dai tedeschi e dagli olandesi che stanno acquistando l'intera regione Marche. I tedeschi aggiungono luppolo, sostenendo di non avere mai notato la differenza. Gli olandesi, grazie a un ingegnoso sistema di dighe, allagano il vigneto e vendemmiano in barca.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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