Michele Serra: Un sarcofago per la banca centrale

Il sistema di carrucole e tiranti allestito dal Genio civile è giudicato del tutto insufficiente, considerato il fatto che, assieme al governatore, si dovrà procedere all'asportazione completa da Palazzo Koch dell'intero Consiglio di Bankitalia, costituito da 13 membri la cui età media (82 anni) richiede particolari accorgimenti, con imballaggi e cautele simili a quelli impiegati per trasferire al British Museum i fregi del Partenone. Un solo membro, il bolognese Stefano Possati, ha meno di sessant'anni. È considerato il teen-ager della Banca centrale, partecipa alle riunioni ascoltando Eminem con il suo I-pod perennemente acceso e si reca spesso in sede sfrecciando con il suo skate-board sui marciapiedi romani, con i jeans a cacarella e il berrettino con la visiera calata sulla nuca. Possati è l'unico dei 13 consiglieri ad avere assicurato di poter scendere autonomamente, sulle sue gambe, le scale di Bankitalia. È anche l'unico a non essere ancora stato operato di prostata, e il regolamento interno di Bankitalia gli vieta, per questa ragione, di votare sulle questioni più importanti. Perciò lo si incontra spesso nel bar sottostante che gioca a videogame.

Ma gli altri? Alcuni non riescono più ad alzarsi dalla poltrona a causa della caratteristica anchilosi del proboviro, una sindrome degenerativa che blocca le articolazioni delle gambe nella postura seduta e salda le ossa del bacino ai braccioli. Vengono nutriti artificialmente e svuotati con un catetere, e si dovrà dunque studiare la maniera di farli scendere dalla finestra, bene assicurati alla loro poltrona, attraverso uno scivolo.

Molto complessa anche la questione del raggiungimento dell'ufficio di Antonio Fazio. La planimetria dell'ambiente ha rivelato ostacoli imprevisti: l'ufficio può essere raggiunto solo percorrendo un lungo cunicolo scavato nella pietra viva, sul modello delle camere funerarie delle piramidi.

Ai lati del cunicolo, in tenebrose nicchie, ci sono gli scheletri dei tecnici della Asl che hanno negato l'agibilità. Una volta entrati nell'ampio e minaccioso salone, sormontato da una fotografia di Padre Pio e da un poster di Amon-Ra, si nota l'enorme scrivania a scomparsa, che viene inghiottita da una botola ogni volta che arriva la richiesta di dimissioni. Accanto, il sarcofago già preparato dal governatore per la sua futura tumulazione, dominato da una paurosa maschera mortuaria, identica al volto attuale di Fazio. È stata ottenuta grazie al calco fedele della fototessera sulla patente. L'effetto dorato, reso celebre dalla maschera di Tutankamon, qui è garantito dalle centinaia di otturazioni dentali in oro che adornano già in vita il volto del sovrano.

Ora: anche ammesso che gli addetti alla rimozione di Fazio riescano a raggiungere l'ufficio, superando i trabocchetti con lance acuminate, le fosse ricolme di scorpioni, serpenti velenosi e direttori di filiale, il problema sarà come sfuggire alla Maledizione che pende sui profanatori del sito sacro. Già si mormora di malori inspiegabili che hanno folgorato banchieri stranieri, a migliaia di chilometri di distanza, dopo una sola interurbana con Fazio (pare che il governatore, quando è in linea con cordate ostili, risponda: "Pronto, chi parlava?"). Chi oserebbe mai penetrare addirittura nel suo ufficio per porgergli direttamente, mettiamo, l'ingiunzione di sfratto? Vigili del fuoco, ufficiali giudiziari, messi di Senato e Camera e perfino corazzieri hanno già fatto sapere di non sentirsi in grado di procedere ad alcun genere di provvedimento restrittivo nei confonti del governatore.

È di fronte a queste difficoltà che prendono corpo, negli ambienti istituzionali, le soluzioni più drastiche e ingegnose. Tra queste, la proposta Tremonti di adottare il metodo Chernobyl, seppellendo Bankitalia (con tutti gli occupanti all'interno) in un gigantesco coperchio di cemento armato e trasferendo la sede a Sondrio, nello storico Palazzo Pizzocchero, capolavoro del Vanvitelli (il geometra lecchese Gino Vanvitelli), attuale sede del Piccolo Credito Valtellinese che assumerebbe dunque il ruolo di banca centrale. La fetta di bresaola (nella pezzatura classica da 15 grammi) sostituirebbe l'euro come valuta corrente.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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