Michele Serra: L'ultima trovata, tassare gli sms

Uno dice "Finanziaria" e pensa al severo cipiglio dello Stato che, conti alla mano, mette sotto il naso degli italiani la dura evidenza delle cifre. Sbagliato. La Finanziaria, anno dopo anno, assomiglia sempre di più a un festoso happening nel quale una bozza di massima (una specie di canovaccio che serva a stimolare gli attori-improvvisatori) genera una serie infinita di proposte, emendamenti e trovate spiritose.
Si è appena diradata la scia di amenità sollevata dalla fantomatica "tassa sui tubi", ed ecco che almeno due nuove proposte (tra le tante) rianimano la stracca scena parlamentare. La prima è di un forzista, Marano, che chiede di estendere il condono edilizio anche alle nude strutture di cemento armato, vale a dire a quei sordidi scheletri di calcestruzzo, aborti di abuso, che umiliano il paesaggio meridionale. L'unico commento possibile è più tombale di un condono: ma che schifo, onorevole Marano.
La seconda proposta è di un deputato di An, Valditara, che propone una tassa di un centesimo su ogni sms. Cioè: mentre le cataste di miliardi trafugate dalla speculazione finanziaria sono messe al sicuro in quale opa, o in qualche doppiofondo estero, c'è chi si ingegna a raschiare il fondo del barile fino a far stillare un centesimo da ogni messaggino.
Non sappiamo se l'onorevole Valditara riuscirebbe a impilare tutti quei centesimi (senza farli cadere) fino a farne un gruzzolo considerevole. Sappiamo, però, che questo tipo di finanza raccogliticcia sembra fatta apposta per dare l'idea che lo Stato sia proprio quel tizio insieme improvvido ed esoso che la gente immagina, uno che si fa passare sotto il naso interi convogli di denaro rubato (tasse evase, falsi in bilancio, forzieri occulti) ma per darsi un tono taglieggia il ragazzino che scrive "tvtb" alla morosa, oppure propone (sempre l'onorevole Valditara) di tassare le bombolette spray per far pagare ai graffitari il buco della Parmalat.
Ignoriamo per quali ragioni un parlamentare adulto consideri i teenagers, graffitari o nel tunnel degli sms che siano, una fonte di reddito così decisiva. Ma abbiamo il fondato sospetto che, in uno scenario come quello odierno, con quantità siderali di denaro che arricchiscono pochi intraprendenti scrocconi, rosicchiare un centesimo dagli sms, o due euro (cavoli! un furto!) da ogni bomboletta spray, non sia neppure iniquo. Sia surreale, come di un paese ormai vocato al comico.
Tipico scenario da satira economica: appoggiato a un pilastro di calcestruzzo condonato, quotato in Borsa da un immobiliarista in vista di future compravendite, un ragazzino scrive un messaggino. Arriva la Finanza: in applicazione della nuova Finanziaria, constata che tutto è in regola, compreso l'eliporto abusivo che sovrasta la foresta di pilastri abusivi. Ma chiede al ragazzino se ha regolarmente versato all'erario il suo centesimo, oppure se ha taroccato il telefonino per evadere la nuova imposta.
Nella parte di uno Stato siffatto vediamo bene l'ispettore Clouseau, che mentre persegue, inflessibile, un divieto di sosta, non si accorge che nell'automobile sta avvenendo un omicidio.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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