Michele Serra: Più porridge agli africani

I poveri esistono, e sono molto incazzati. È la sconcertante scoperta di un gruppo di antropologi, che hanno esaminato a lungo alcuni documenti filmati provenienti da Parigi (Francia), arrivando alla sensazionale conclusione che a pochi km dal centro della capitale, in grandi parallelepipedi di calcestruzzo fin qui creduti installazioni artistiche di un punk giapponese, vivono effettivamente molte migliaia di persone. La scoperta ha mobilitato studiosi di tutto il mondo. Dell'esistenza dei poveri si era infatti perduta traccia. Secondo Andrew Levine, ordinario di Moralità del Profitto ad Harvard e consigliere personale di Bush, l'estinzione dei poveri ha coinciso con la fine del comunismo che li teneva in vita artificialmente solo per dare fastidio. Altre teorie, più radicali, contestano ab ovo l'idea che i poveri siano mai esistiti: si trattava solo di minoranze di estrosi che, per rendersi interessanti, si vestivano in maniera indecorosa e prendevano malattie disgustose. Notevole anche la ‟teoria di Zeffirelli”: i poveri un tempo erano ricchi, poi plagiati dal cinema neorealista che aveva urgenza di comparse. Nel frattempo aumentano a macchia d'olio le segnalazioni di insediamenti di poveri in tutto il pianeta. Questi i casi più singolari.

Africa
Pare davvero impossibile che nella terra dei safari, di Tarzan e dei Watussi, piena zeppa di città perdute nella giungla dove anche le scimmie giocano a bowling con gli smeraldi, esistano dei poveri. Eppure, anche gli increduli hanno dovuto arrendersi all'evidenza. Con parole allarmate e toccanti la Banca mondiale ha presentato un rapporto sull'Africa, 'Nel continente nero, paraponzi ponzi pà', nel quale si sostiene che la mortalità per fame, per quanto inspiegabile, è un'usanza ancora molto diffusa. Le cause? La scarsa diffusione degli autogrill è considerata dagli esperti della Banca mondiale la vera piaga del continente. Ma sono i pregiudizi culturali l'ostacolo più difficile: "convincere gli africani a mangiare il porridge", scrissero quasi due secoli fa Stanley e Livingstone, "è perfino più difficile che farli correre nella savana tenendo la sinistra".

Cina
Il regime comunista occulta le cifre reali, ma pare che alla periferia di Shanghai, in un solo palazzo, abitino due milioni di persone. Ordine pubblico a rischio specie durante le riunioni di condominio. Il governo ha fatto un enorme sforzo per dotare i portoni di giganteschi citofoni, ma gran parte dei residenti, quando rincasa, sbaglia appartamento, creando un clima di vergognosa promiscuità. Il regime vacilla: nella banlieue di Pechino milioni di teen-agers hanno dato alle fiamme l'unica automobile, tracciando ideogrammi ostili sui muri e lanciando contro la polizia le bottiglie Lin Piao, molotov cinesi riempite di carbonella che prendono fuoco solo se lanciate contro una catasta di legna già accesa. Sono stati fermati per accertamenti 320 milioni di minorenni.

Italia
Chiarito il mistero dei miserabili che vivono in caverne di tufo accanto a Saxa Rubra: il governo ha reso noto che non si tratta di immigrati, ma di un antichissimo insediamento cavernicolo rimasto intatto nei millenni. Il ministero del Welfare ha deciso di aiutarli distribuendo gratuitamente clave e pelli di mammut. Prospero il tenore di vita del resto della popolazione italiana: un telefonino, ormai, costa meno di un chilo di pane, e molti pensionati passano la giornata a telefonare al panettiere per farsi descrivere le baguettes e le rosette appena sfornate. Il governo, per puro scrupolo, ha deciso un sopralluogo nelle principali periferie urbane. È l'operazione ‟hic sunt leones”: ministri e sottosegretari, in pittoreschi abiti coloniali, percorrono i principali viali suburbani sulle Land Rover blu, seguiti da portatori negri a piedi. In preparazione il primo rally Scampia-Primavalle, per autoblindo e gipponi blindati, gemellata con la Parigi-Dakar: grazie alla globalizzazione, invece di andare a rompere i coglioni ai beduini a migliaia di chilometri di distanza, li si potrà investire direttamente ai nostri semafori, mentre salutano agitando festosamente in aria la spugna per lavare i parabrezza.

Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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