Michele Serra: Quando scoppiò la pace eterna

Medio Oriente. Anno 16506. Mese astrale di Blutinor secondo il calendario giudaico-usmano. Mese lunare di Forlicche per il calendario muslino-kattolanico. Un mese a piacere secondo la scansione temporale laicantico-menefreko. Spari in lontananza. Gerusalemme in fiamme. Pianti di donne (registrazione automatica emessa dai microchip batterici vaganti nell'aria).
La ventunesima guerra robotica divampa nella Città Santa. Ragione del contendere il controllo del Tempio Sospeso, costruito nel cielo di Gerusalemme diecimila anni prima per commemorare l'ultimo essere umano morto in Medio Oriente. Androidi di confessione ottanica combattono contro androidi di fede gasolina. I primi sono convinti che quella porzione di cielo, che galleggia 300 metri sopra le rovine calcinate di Gerusalemme, sia la loro stazione di servizio promessa, come sta scritto nel libro sacro, il Manuale di Istruzioni, pagina 231, rigo 43. I secondi sostengono che il rigo 43 è un falso, aggiunto con il pennarello 12 mila anni prima. Preferiscono il rigo 44, di sicura attribuzione, che però compare solamente nell'edizione tedesca del Manuale. Esso stabilisce che i soli androidi di fede gasolina sono veramente fichi, mentre gli altri sono delle autentiche merde e dunque vanno sterminati. Ciascuno invoca il suo Dio prima di digitare sul display dell'astroscooter da combattimento la password segreta che attiva il laser letale: "Mazzalo! Mazzalo!" (Nella dicitura copto-asfardita: "Coppalo! Coppalo!". In quella libico-menendita: "Ucidilo! Ucidilo!")
Dio, in persona, era già intervenuto due Ere prima, nel 7540, per diffidare gli ultimi umani dal nominarlo invano. Era apparso in cima alle rovine del Tempio, tra due piante di capperi, con la sua barba bianca che ondeggiava al vento, e le dita ossute alzate in cielo in segno di monito: "Cessate il fuoco!", aveva gridato in 158 lingue, compresi il Numerico, l'Interstiziale e il Lumbardo. "Cessate il fuoco, fottutissimi fanatici, o vi costringerò per il resto dei vostri giorni a un tavolo di trattative coordinato da Sergio Romano, con cene in piedi a base di cocktail di scampi!". Ma nemmeno quell'orribile minaccia sortì alcun effetto. Dio fu centrato da un razzo rudimentale costruito in casa da una massaia di Gaza con una pentola a pressione, e ciascuna delle fazioni accusò l'altra di deicidio. E si sterminarono per molti secoli ancora, con brevi interruzioni per il Ramadam, la Pasqua ebraica e le finali dei mondiali di calcio.
Finché non rimase vivo, in Terra Santa, alcun essere umano. Ma dalle macerie fumanti nel giorno programmato si alzarono in volo, con un sinistro ronzio, i robot predisposti dagli Stati maggiori per l'ultima sfida. I robot Ezbollah (figlio di Apollo, quello che fece una palla di pelle di pollo), con la barba sotto il display, e i robot Coloni, con la barba anche sopra il display, per questo illeggibile. I piccoli e raffinati robot talmudici, che confutavano per ore e ore le strategie di attacco e dunque vennero sterminati subito, e i nerboruti robot Taliban, che aspirano al paradiso dove le pile sono gratis e i cd vergini.
Il cielo d'Israele e Palestina, per secoli, si accese di verde e di cobalto, i colori dei raggi laser. Più qualche immagine sfocata di un vecchio film con Spencer Tracy a causa di un'interferenza nei circuiti dei computer. Ovunque, il puzzo orribile della plastica bruciata, e le figure contorte dei combattenti che friggevano sul terreno, con fili e molle esposti al sole e coperti di mosche, a dimostrazione che le mosche sono sceme per i secoli dei secoli. Ma i chip erano programmati per ricostruire i soldati, e così ogni giorno dai rottami nascevano nuovi, mostruosi assemblaggi. Si videro robot giudaico-sunniti, con il turbante ma bravissimi nelle barzellette. Robot cristiano-atei, che bestemmiavano dall'altoparlante le Ave Maria che scorrevano sullo schermo frontale. E gli spaventosi robot pacifisto-belligeranti, che opponevano il petto inerme alle raffiche sparate da se medesimi.
Finché non rimase, su quel terreno riarso e brullo, altro che il terreno riarso e brullo, quando l'ultimo robot esplose da solo nel tentativo di decifrare un discorso di George Bush rimasto in memoria in un file antichissimo. E fu finalmente la pace.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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