“Dare ai poveri è il mio mestiere”. Parola di banchiere

La storia racconta cne un giorno arrivò da Muhammad Yunus una donna poverissima con una figlia in braccio. Ammajan Amina, questo era il suo nome, era rimasta vedova e non aveva una casa. ottenne un microcredito dalla banca di Yunus con il quale comprò una mucca e del bambù per fabbricare panieri. Con il ricavato dei panieri riuscì a sfamare se e sua figlia e vendendo il latte della mucca cominciò a rimborsare il credito. Oggi la figlia di Ammajan Amina è una dei dodicimila dipendenti della Grameen Bank, la Banca del villaggio del bengalese Muhammad Yunus, il primo, e unico al mondo, "banchiere dei poveri".
Fondata nel 1976, la Grameen Bank è oggi la quarta banca del Bangladesh, con 14mila collaboratori, quasi due milioni e mezzo di clienti - la maggioranza donne -, prestiti erogati per due milioni e mezzo di dollari e oltre mille filiali sparse in cinquantasette Paesi dal Nord al Sud del mondo. Una piccola potenza mondiale della finanza che deve il suo successo ad una ricetta economica che è l'antieconomia per eccellenza: investire sui poveri tra i più poveri per combattere la povertà.
Il successo del professor Yunus e della sua banca, che nasce, non a caso, in uno dei paesi più dereiitti del mondo, sta in tre ingredienti: il tipo di credito, la selezione dei propri clienti, il principio a cui si ispira. Piccole somme al posto di gradi prestiti, poveri e diseredati al posto di gradi imprese e imprenditori, donne invece che uomini e una convinzione, confermata dai fatti, che il mercalo non si regoli esclusivamente in base a un principio egoistico ma che possa funzionare, e bene, anche spinto da una motivazione solidale. Una conferma, per tutte, proprio quella del Bangladesh. Oggi, nel paese di Yunus, grazie al microcredito che ha offerto negli anni la sua banca, oltre dieci milioni di persone, pari at 10 per cento della popolazione, è riuscita ad affrancarsi dalla povertà e dali'indigenza.
‟Disimparare dalla teoria, prendere lezioni dalla pratica”, ama ripetere il professor Yunus. Bisogna conoscere il mondo dei poveri per scoprire ‟quanto una piccolissima somma può cambiare radicalmente la vita delle persone”.
Yunus coi suoi collaboratori ha cominciato a girare le campagne del Banglasdesh, è andato di villaggio in villaggio, e ha scoperto una banale verità: che ‟i poveri non erano tali per stupidità o per pigrizia; anzi, lavoravano tutto il giorno svolgendo mansioni fisiche complesse. Erano poveri perché le strutture finanziarie del nostro paese non erano disposte ad allargare la loro base economica. Non era un problema di persone, ma di strutture”. Ci voleva una banca nuova, una ‟banca dei poveri”.
La Grameen ha erogato micro prestiti per finanziare le più svariate attività, attività che una comune banca commerciale non avrebbe mai preso in considerazione. Dalla brillatura del riso, all'artigianato del vetro, dalla confezione di abbigliamento, alla piccola bottega per la riparazione di pneumatici. ‟Bisogna fare L'esatto contrario di ciò che fanno le banche”, spiega Yunus. E cioè concedere prestiti a chi, apparentemente, non è in grado di restituirli”.
Le regole della Banca del villaggio sono poche e semplici: prestito con scadenza annuale al tasso medio del 20 per cento, tratte settimanali di importo uguale, inizio dei pagamenti ad una settimana dall'erogazione del prestito. Dopo il terzo prestito restituito - e La Grameen ha solo l'un per cento di insolventi tra i propri clienti - si ha accesso a un piccolo mutuo per la prima casa, ‟AlI'inizio deila pratica la banca commerciale si accerta se il prestito è coperto da una garanzia. Poi si dimentica completamente del cliente. Tornerà a ricordarsene qualora il debito non venga rimborsato. Mediante visite domiciliari settimanali e mensili noi verifichiamo continuamente lo stato di salute finanziaria dei clienti, accertandosi che siano in grado di pagare e che tutta la famiglia benefici dei vantaggi del credito”, spiega Yunus.
La solidità finanziaria della Grameen, non si stanca dI ripetere il suo fondatore, è garantita dalla tenacia e dal coraggio dei suoi clienti, anzi, delle sue clienti. 'Quelle donne a cui una banca tradizionale non darebbe un soldo di prestito - spiega Yunus -. Noi della Grameen abbiamo sempre confidato in loro ed abbiamo avuto ragione. Le donne sono grandi risparmiatrici, perché pensano ai figli e al futuro. E sono affidabili”.
Anche se l'impatto macroeconomico degli effetti indotti sullo sviluppo economico del microcredito, non si è ancora manifestato in misura notevole, la Grameen è sicuramente diventata negli anni un punto di riferimento mondiale, studiato, osservato e valutato come una specie di nuovo "farmaco" sconosciuto, ma efficace contro la povertà. Vero è che appena dieci anni fa negli Stati uniti esistevano solo dieci programmi di microcredito, mentre oggi si parla di circa trecento progetti e decine di migliaia di partecipanti.
‟La mia esperienza in seno alla Grameen mi ha infuso una fede incrollabile nella creatività umana... Grameen mi ha insegnato due cose. Primo,la nostra conoscenza delle persone e dei modi in cui esse interagiscono è ancora molto inadeguata: secondo, ogni persona è estremamente importante. Ciascuno di noi ha un potenziale illimitato e può influenzare la vita degli altri all'interno delle comunità e delle nazioni. nei limiti e oltre i limiti della propria esistenza”. Parola del "banchiere dei poveri”.
Muhammad Yunus

Muhammad Yunus

Muhammad Yunus, nato e cresciuto a Chittagong, principale porto mercantile del Bengala, laureato in Economia, ha insegnato all’Università di Boulder, Colorado, e alla Vanderbilt University di Nashville, Tennessee. Ha ...

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