Michele Serra: Bibbia senza Dio per atei devoti

I cosiddetti ‟atei devoti” rappresentano, insieme ai punkabestia e ai tatuati, uno dei più singolari fenomeni antropologici della nostra epoca. Tanto che il marketing sta studiando, come per i gay, una serie di proposte commerciali apposite. Si va dalle vacanze a Lourdes e Fatima, ma con accompagnatrici ninfomani, a cappelle laterali riservate, nelle chiese, per seguire la Messa fumando sigari cubani sdraiati su comodi canapé e leggendo ‟Newsweek”. Invitante anche la proposta di percorrere il pellegrinaggio di Santiago di Compostela portati sulle spalle da un terziario francescano. Quasi pronto il Nuovo Messale per atei, identico a quello usato dai preti ma con la parola ‟Dio” sbianchettata in tutte le pagine e sostituita da piccole pubblicità di Prada. In realtà, secondo alcuni studiosi, gli atei devoti non sarebbero che una variante più trendy di un gruppo sociale numerosissimo in Occidente, quello dei cristiani che se ne fottono. Non rappresenterebbero dunque una vera e propria devianza (come ha sostenuto il pool di psicologi che ha avuto in cura Marcello Pera), ma l'evoluzione naturale di una cultura religiosa, quella occidentale, poco portata alla riflessione spirituale e molto a birra e salsicce. Ma quali sono le radici storiche e culturali degli atei devoti? Quali i padri fondatori?

Il Papato
Autentici iniziatori dell'ateismo devoto furono alcuni papi rinascimentali, che trombavano come ossessi prima e dopo ogni cerimonia religiosa e facevano il bagno nelle tinozze di monete d'oro come zio Paperone. Soltanto uno di loro, un Borgia salito al soglio con il nome di Papa Silvio I, nominò Dio in una sua enciclica, ma era solo un'esclamazione (‟Dio, quale maraviglia le femmine ignude e il mio cavallo che vince alle Capannelle!”).

I dorotei
Importante corrente democristiana, i suoi potentissimi membri si facevano fotografare quasi ogni domenica mentre facevano la comunione per ingraziarsi l'elettorato cattolico. In realtà, erano abili fotomontaggi: il politico inginocchiato stava in realtà ingerendo una fetta di abbacchio, o sostenendo una visita dall'otorino. Rimasti celebri, tra i dorotei, il veneto Toni Bisaglia, che costruì diverse autostrade a sei corsie, tutte tra casa sua e casa di sua sorella, sostenendo che l'asfalto era consacrato; e il napoletano Gava, famoso per il miracolo della moltiplicazione dei posti di usciere alla Provincia. Nell'epoca d'oro del suo potere, alla Provincia di Napoli dovettero costruire un gabbiotto per gli uscieri grande come la navata di San Pietro.

Antioco Ferrara
Capostipite della famiglia Ferrara, Antioco fu un ricco erudito che, annoiandosi molto nel suo castelletto turrito, coltivò il pallino della confutazione dialettica. Arrivò a dimostrare, nell'ordine, la natura divina delle nespole, la formula matematica dell'Islam, l'inferiorità delle donne, l'inesistenza del vaiolo e la veneficità del pesce pescato di notte. Poi, nella seconda parte della sua vita, dimostrò il contrario di tutti i precedenti assunti. Nelle sue memorie, ‟Le confessioni di un buontempone”, confidò di non avere alcun interesse reale per le questioni affrontate, ma di essersi divertito un sacco.

Mel Gibson senior
Nonno di Mel Gibson, nonostante avesse solo la seconda elementare si appassionò alla religione sentendo le bestemmie in una palestra di pugilato. Equivocando, pensò che il cristianesimo fosse la forma più completa di sport da contatto, e teorizzò che Gesù Cristo era stato il più formidabile peso medio della storia, pur essendo ebreo. Odiava i negri, le donne, gli omosessuali, gli arabi, i democratici e gli intellettuali, e accusava i vicini di casa di sporcargli il giardino buttando le cicche. Divenuto predicatore con il nome d'arte di Padre Paranoia, incitava i passanti a brandire la croce contro i nemici della cristianità, o perlomeno contro le macchine in divieto di sosta sul suo passo carraio. Visse e morì senza avere la più vaga idea del concetto di Dio, ma con un'ottima preparazione atletica.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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