Michele Serra: 2054: a piazza Venezia parla Silvio

"Il mio partito è più grosso del tuo": è sulla base di questo principio (popolarissimo nelle caserme) che la politica italiana affronta il futuro. La piazza di Roma è stata uno straordinario esempio di unità. Dai democristiani alla X Mas, dai leghisti che odiano l'assistenzialismo ai dipendenti della Sanità siciliana che risultavano regolarmente al lavoro, dalle bandiere israeliane a quelle antisemite di Forza Nuova, dai costituzionalisti ai golpisti, il colpo d'occhio era semplicemente fantastico, soprattutto per gli strabici. Neanche il centrosinistra, attualmente al governo con uno schieramento che idealmente copre l'area che va da Maria Goretti alla lotta armata, era stato in grado di fare altrettanto. Che succederà adesso? Come faranno i due poli a ingrossare ancora le proprie schiere, già stipate?

Centrosinistra
Le 13 formazioni politiche della maggioranza, pur odiandosi vicendevolmente al punto di cospargere di colla e chiodi arrugginiti il seggio parlamentare del vicino, hanno piena coscienza di dovere restare uniti. I chiodi arrugginiti saranno dunque sostituiti da più innocue puntine da disegno e collocati solo due seggi più in là. Ma come estendere ulteriormente l'alleanza, che parrebbe già al completo con l'ingresso nell'Ulivo delle monache clarisse e delle Forze armate cubane? Il problema è simile a quello del centrodestra: fondo del barile raschiato in ogni direzione. Nel campo dei diritti e delle nuove identità sessuali, ad esempio, dopo avere valorizzato i transgender e scoperto la senatrice Binetti, l'attenzione è rivolta ai centauri, alle ninfe e ai tritoni. Ma sono pochissimi voti, che si contano sulla punta delle dita palmate. Sviluppi interessanti promettono i candidati poligami, che assicurano almeno il voto delle mogli.

Centrodestra
Sul fronte destro non è più possibile spingersi: un passo oltre le attuali alleanze ci sono solo le porte dell'inferno. Dopo l'alleanza elettorale con la nipote di Mussolini e il seggio offerto agli eredi Bava Beccaris, sono in corso trattative anche con l'Ordine dei Templari e il ramo altoatesino della famiglia Hitler. Discreto successo anche per il distaccamento italiano del Ku Klux Klan appena inaugurato a Treviso alla presenza dell'ex sindaco Gentilini, che per svelenire il clima e smorzare le polemiche ha strozzato un senegalese a mani nude. Ma si tratta di poche centinaia di voti. Più promettente rivolgersi al centro, sfidando Casini sul suo terreno. Verrà garantita l'assunzione di due milioni di barellieri d'ospedale: essendo le barelle, in tutto, 20 mila, si sta studiando il modo di farle portare da cento barellieri ciascuna, come le triremi romane. Il posto sarà ereditario. Trattative in corso anche con l'Ordine dei medici per estendere a ogni neolaureato la carica di primario, affidandogli un reparto ancora in costruzione in uno dei tanti ospedali-fantasma del Mezzogiorno. Migliaia di giovani primari potranno così recarsi ogni mattina nei cantieri abbandonati, sedersi sulla betoniera e visitare i parenti a carico del servizio sanitario nazionale.

Leadership
Due partiti enormi, ma senza ricambio di leadership: questo il rischio. Il centrodestra è bloccato attorno al nome di Berlusconi, che si candiderà premier anche nel 2054, quando si affaccerà impagliato dal balcone di piazza Venezia mentre un nastro registrato dichiarerà guerra alla Francia tra le ovazioni di una folla entusiasta. Il centrosinistra, rispettando la sua pluralità politica, sta preparando invece un premier collettivo, coraggioso esperimento che si propone di sovrapporre, con il sistema della piramide umana, una ventina di leader che parlano tutti insieme, non necessariamente dicendo la stessa cosa. Altri propongono di cercare, per la premiership, due fratelli siamesi, uno cristiano e uno musulmano, che dibattano tra loro durante le conferenze stampa.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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