Michele Serra: Davy Crockett alla vicentina

Le varie componenti della maggioranza di centrosinistra stanno lavorando febbrilmente per trovare una soluzione unitaria su almeno alcune delle questioni più brucianti che le vedono divise. Le principali sono il raddoppio della base americana di Vicenza, la presenza delle truppe italiane in Afghanistan, la riforma delle pensioni e i Pacs. Ecco le possibili soluzioni.

Base di Vicenza
Questo il protocollo proposto dal governo italiano alle autorità militari americane. La base sarà senz'altro ampliata, per onorare gli impegni presi dal precedente governo. In compenso sarà aperta alla cittadinanza, che potrà entrare quando vuole allo scopo di apportare le modifiche più gradite alle installazioni militari. Per ridurre l'impatto estetico, l'intero perimetro dovrà essere coperto di tronchi di pino e munito di torrette di vedetta con trombettiere, ottenendo un suggestivo effetto Fort Apache. Durante la libera uscita i militari americani, per sdrammatizzare la loro presenza, dovranno indossare un berretto da Davy Crockett, anche i generali, e lanciare cioccolata e sigarette dai finestrini delle auto. Se poi, senza farsene troppo accorgere, gli Stati Uniti vorranno usare la base anche per bombardamenti atomici, pazienza: l'importante è che non lo si venga a sapere per non turbare la popolazione.
Per garantire un buon impatto con l'economia locale, una speciale convenzione dovrà essere stipulata tra il comando americano e i ristoratori locali per rifornire la mensa di 30 mila porzioni di risi e bisi al giorno. Ogni anno dovrà essere realizzato, in collaborazione tra militari americani e artisti vicentini, un musical di argomento pacifista. Infine, per rafforzare i rapporti di amicizia tra i due popoli, verrà aperta nel Wisconsin una base di bersaglieri, piccola ma significativa: un quadrilocale, ma con il corridoio molto lungo per consentire ai 12 bersaglieri di stanza di percorrerlo di corsa almeno due volte al giorno.

Afghanistan
Il governo ha deciso: le nostre truppe dovranno restare in Afghanistan, ma con una funzione dialettica. Il contingente sarà affidato, a rotazione settimanale, a generali nominati dai diversi partitidella maggioranza, che avranno il compito di dimostrare sul campo l'efficacia delle posizioni politiche espresse da ogni gruppo parlamentare a Montecitorio. Questa settimana toccherà a un generale vicino a Fausto Bertinotti, che ha già ordinato l'immediato ritiro dei nostri soldati.
La settimana prossima il generale della Margherita ordinerà il dietro-front e i militari italiani, già atterrati a Ciampino, ripartiranno immediatamente per Kabul con una colonna di auto private messe a disposizione dagli sponsor. Giunti a Kabul, i nostri soldati passeranno agli ordini di un generale vicino ai Comunisti italiani, che ordinerà un assalto all'arma bianca all'ambasciata americana. Il generale in quota ai Verdi avrà il compito di avvertire i parenti delle vittime e curare i feriti solo con medicinali omeopatici. Infine, il comando passerà a un generale di area diessina che ordinerà ai nostri soldati superstiti di rientrare immediatamente a Kabul, ma camminando all'indietro in modo da dare l'impressione di stare uscendo dalla città. Scartata la proposta di un generale veltroniano che voleva fare a Kabul una Festa del Cinema, con retrospettiva di Gregory Peck.

Pensioni
Ecco, finalmente, il compromesso lungamente cercato dalla sinistra radicale e da quella riformista: si potrà andare in pensione a 45 anni, ma dai 70 in poi bisognerà restituirla, ogni fine mese, allo stesso ufficio postale.

Pacs
I cattolici della Margherita hanno dovuto ripiegare su posizioni meno intransigenti, accettando l'ipotesi del riconoscimento legale delle coppie di fatto. In cambio, hanno ottenuto che l'intero patrimonio di queste nuove coppie sia devoluto alla Chiesa, che gli omosessuali rimangano chiusi in casa a cucinare e infine che il prossimo presidente del Consiglio sia il papa. Questo per evitare che la presenza cattolica nel centrosinistra sia continuamente mortificata.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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