Michele Serra: Maglia rosa all'uranio arricchito

È partito il Giro d'Italia, con un giorno d'anticipo perché era impossibile riuscire a tenere fermi i ciclisti sovreccitati. Parecchi, con le narici fumanti, sono scattati direttamente dalla loro stanza d'albergo, inutilmente inseguiti dal concierge che sventolava il conto. Alcuni, dopo il traguardo della prima tappa in Sardegna, hanno proseguito a nuoto raggiungendo il continente e hanno percorso a piedi in due giorni l'intero tracciato del Giro. È stato impossibile effettuare i controlli antidoping perché le provette esplodevano pochi istanti dopo essere state riempite.
Inevitabili le polemiche sui nuovi cocktail di farmaci che, malgrado la raffica di squalifiche, continuano a circolare liberamente. Un direttore sportivo è stato fermato dai Nas mentre cercava di introdurre in albergo, inosservato, un elefante africano per fare trasfusioni ai suoi ciclisti. Ma vediamo quali sono i nuovi metodi di dopaggio, sempre più raffinati.

Anabolizzanti
Quelli di vecchia generazione aumentavano la muscolatura in modo troppo evidente: corridori rachitici durante le gare primaverili, al Giro non riuscivano a disputare la volata perché occupavano per intero il vialone del traguardo, abbattendo con le spalle le transenne sui due lati. Gli anabolizzanti di nuova generazione, per ovviare all'inconveniente, agiscono sull'altezza e non più sulla larghezza. La squadra tedesca Kalofunken, lo scorso anno di altezza media, quest'anno è formata da ciclisti sui due metri e 70, filiformi, con biciclette enormi, scarpe numero 50 e borracce ricavate da scaldabagni. Il direttore sportivo Udo Kraut ha chiesto agli organizzatori barriere paracolpi di gommapiuma all'ingresso delle numerose gallerie lungo il percorso.

Eteroemotrasfusione
È stata inventata per aggirare i divieti sull'autoemotrasfusione. Anziché iniettarsi il proprio sangue, si usa quello del ciclista della stanza accanto, prelevandolo nel sonno. Popescu, un gregario transilvano che in vent'anni di carriera aveva vinto solo una gara, però di motociclismo, lo ha adottato per primo nel periodo in cui era vicino di stanza di Lance Armstrong. Ha continuato a non vincere, ma ha imparato perfettamente l'inglese in una sola notte. La diffusione di questa pratica è testimoniata dall'impressionante colpo d'occhio alla partenza: alcuni ciclisti pallidissimi cadono svenuti dopo poche pedalate, mentre altri colleghi, paonazzi, riescono a salire a stento sulla bicicletta perché il loro peso corporeo è raddoppiato in una notte. La squadra spagnola Cisterna è composta solo da corridori eterotrasfusi.

Cocaina
L'assunzione diretta ha esiti controversi, e soprattutto può essere facilmente scoperta dalle analisi. Per questo alcuni medici hanno escogitato un sistema geniale: legano un sacchetto con un chilo di coca dietro il sellino, attirando i cani antidroga entro un raggio di cento chilometri. Inseguito da una muta di cani, il ciclista aumenta di molto l'andatura.

Uranio arricchito
Molto costoso ma molto efficace, consiste in un blister di 12 supposte di uranio arricchito. Con una sola supposta il ciclista diventa fosforescente e raggiunge i 200 chilometri all'ora in poche pedalate. Importante dotare la bicicletta di un sistema di refrigerazione perché l'attrito può fondere il telaio in pochi secondi.

Ipnosi
Consiste nel convincere il ciclista, sotto ipnosi, che le salite non esistono, sono solo discese osservate da un altro punto di vista. E dunque possono essere affrontate con un rapporto lunghissimo, a velocità sostenuta. Lo scalatore spagnolo Chisco, con questo sistema, ha scalato lo Stelvio alla media di 65 all'ora. Purtroppo, per il fenomeno detto 'inversione psichica', ha poi percorso la discesa molto lentamente, sbuffando e piantandosi sui pedali, ed è stato raggiunto dal gruppo.

Monocilindrico
È un sistema polemicamente adottato dai medici sportivi di molte squadre per tutelare la salute dei corridori. Anziché intossicare i ciclisti con intrugli assurdi, si monta sulle biciclette un motore monocilindrico.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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