Michele Serra: Do di petto e di gong

Basta con le polemiche volgari. I veri eredi di Pavarotti sono gli eredi artistici. Sono i grandi tenori che prenderanno il suo posto nel cuore del grande pubblico. Ecco i principali candidati alla successione del Maestro.

Alfonso Strabuzzoni
I loggionisti del Regio di Parma, quando canta Strabuzzoni, perdono la testa per l'entusiasmo: alcuni piangono a dirotto, altri svengono, altri ancora si strappano i vestiti di dosso e si conficcano le unghie nella carne, qualcuno si sporge sbracciandosi con tanto empito da cadere di sotto. La Sovrintendenza è stata costretta a mettere delle reti di protezione. La potenza vocale di questo giovane tenore è devastante: parecchie soprano, terrorizzate dai duetti d'amore con Strabuzzoni, per proteggere le orecchie e la pettinatura si esibiscono con un casco da motociclista e sono costrette a fissare i vestiti con metri di cavo d'acciaio per evitare che la voce del tenore le denudi. Formidabile il suo Alfredo, anche se durante l'agonia di Mimì non può chinarsi sull'amata perché l'emissione del fiato è così forte da mantenerlo perennemente in posizione eretta. I registi, consci del problema, cercano di farlo cantare sempre in piedi, anche quando il libretto prevede che debba morire. Il critico Paolo Isotta lo ha accusato di impreparazione musicale.

Ermanno Strabuzzini
Il dualismo Strabuzzoni-Strabuzzini è di quelli destinati a dividere pubblico e critica. All'opposto di Strabuzzoni, Strabuzzini supplisce alla limitata potenza vocale con una minuziosa conoscenza della partitura, e un virtuosismo tecnico-musicale senza pari. Questo lo porta a volte a strafare: nell'ultima Aida all'Arena di Verona ha cantato tutte le parti, compresa quella degli elefanti, e ha diretto l'orchestra minacciando con una picca il direttore. Battendosi il petto, è in grado di riprodurre anche il suono del gong. La critica lo esalta, il pubblico è perplesso, i sindacati degli orchestrali lo detestano.
Il critico Paolo Isotta lo ha accusato di eccessiva preparazione musicale.

Lucio Pavarozzi
Penalizzato da una impressionante somiglianza con Pavarotti, è accusato di esserne un piatto imitatore. La sua Norma è praticamente identica a quella del Maestro, e ogni anno organizza a Formigine, sua città natale, un discusso ‟Pavarozzi and Friends” con artisti pop di difforme ispirazione, dall'Orchestra Casadei alla brunetta dei Ricchi e Poveri. La critica, prima di giudicarlo, vorrebbe sentirlo impegnato anche in altre opere, ma Pavarozzi per adesso ha in repertorio soltanto il ‟Vincerò”. Promette di preparare presto anche le altre parti della Norma. Il critico Paolo Isotta ha cercato di aggredirlo nel foyer del teatro Comunale di Formigine.

Farko Uppta
L'avanguardia incarnata. L'idolo della critica più anticonformista. Con il regista lituano Mavirius, direttore artistico del Muzik Teatrt di Vilnius, ha conquistato la critica spogliando le principali opere liriche di tutti gli orpelli della tradizione. Canta solo in palcoscenici lugubri e disadorni, nudo e immobile, mentre riflettori dalla luce lattea ne esaltano la fisionomia diafana e la spaventosa magrezza. La voce, assicura chi l'ha ascoltato, è sublime, ma Uppta reputa volgare la melodia e dunque, in scena, si limita a sillabare a bassissima voce la sua parte. Il critico Paolo Isotta lo ha querelato.

Mikado Wakabe
Il giovane tenore giapponese strabilia il pubblico per la perfetta dizione, la misura vocale ineccepibile, la forza espressiva della recitazione. Il suo unico problema è che non capisce neanche una parola di quello che canta, ed è convinto da sempre che il melodramma sia un genere popolare gallese tipico delle miniere di torba. Ma nessuno ha avuto ancora il coraggio di avvertirlo, perché quando esegue Verdi vestito da quacchero, o Wagner a bordo di un calesse delle campagne inglesi, la sua voce è così straordinaria che anche Paolo Isotta ha deciso, per ora, di sospendere il giudizio.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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