Michele Serra: Welcome to Cipputi Park

Il ritorno sulla scena degli operai ha fortemente sorpreso gli studiosi di ogni ordine e grado, convinti che la specie fosse estinta da almeno un paio di generazioni. L'ipotesi più diffusa era che gli operai fossero scomparsi in seguito alla caduta di un gigantesco meteorite. Secondo uno studio di Confindustria, gli operai si sarebbero invece evoluti in ‟risorse umane”, una forma di vita inerte, del tutto priva di caratteristiche antropomorfe. Piuttosto accreditata anche la tesi della morte per fame, propugnata da un ricercatore che ha trovato una busta paga fossile durante gli scavi per la trasformazione della Innocenti in un residence.
Solo da un paio d'anni voci incontrollate sostenevano che gli operai erano tutt'ora rinchiusi nelle fabbriche, loro habitat tipico. Ma la diceria contrastava nettamente con la convinzione diffusa che le fabbriche fossero tutte dismesse, e trasformate in loft per pubblicitari e architetti. Ed è stato proprio un pubblicitario milanese, trasferito da poco nel reparto pistoni dell'Alfa Romeo da lui ritenuto un enorme open space ideale come abitazione, a dare l'allarme. Insospettito dal fragore spaventoso che gli impediva di dormire, si è reso conto che tra il living e la sauna era ancora in funzione una catena di fusione con trecento addetti, carrello su rotaia per trasportare le scorie, mensa aziendale e sirene di fine turno. Una convivenza impossibile, soprattutto quando al cambio turno di notte centinaia di operai passavano dalla sua camera da letto chiacchierando maleducatamente. Il pubblicitario ha subito avvertito le autorità: gli operai esistono ancora. Il problema adesso è: che farne?

Riqualificazione
È possibile riqualificare gli operai, adattandoli alle mutate esigenze di immagine delle aziende moderne? Nonostante la loro natura rozza (si nutrono soprattutto di trippa, frittata di cipolle, salumi e vino rosso, disdegnano i cibi destrutturati e il sushi), alcuni esperti sostengono che si può fare. L'obsoleta tuta blu chiazzata di unto e bucherellata dai frammenti incandescenti può essere sostituita dalle nuove salopette a vita bassa disegnate da Lapo Elkann, in vivacissimi colori acidi, con il pratico tascone portabulloni e l'indispensabile berretto di tweed con la scritta ‟top manoval”. Obbligatorio il biglietto da visita che ogni operaio avrà cura di scambiarsi ogni mattina con i compagni di reparto: non serve a niente, ma conferisce al lavoratore un tratto di managerialità. Le buste-paga rimarranno invariate, ma saranno ridisegnate da un grafico giapponese: suggestivi ideogrammi sostituiranno le cifre.

Ricerca scientifica
Finanziato dalla Thyssen-Krupp, un pool di ricercatori sta studiando la possibilità di riciclare gli operai per esperimenti scientifici. Più completo del ratto da laboratorio, meno tutelato dello scimpanzè, pare che l'operaio, abituato agli spazi ristretti dei condomini di periferia, sia particolarmente adattabile alla vita in gabbia, e si affezioni facilmente ai suoi aguzzini in cambio di quel cibo caldo che non è più in grado di procacciarsi da solo.

Parchi tematici
Il piano prevede di sostituire la manodopera con i robot, e destinare gli operai a popolare parchi tematici, denominati Cipputi Park, per turisti e visite scolastiche. Famiglie operaie al completo verranno lasciate libere in ampi spazi suburbani, completi di discariche, semafori rotti e giganteschi discount. I visitatori potranno osservarli mentre si nutrono di surgelati e giocano a ramino. Sarà vietato lanciare cibo agli operai, ma consentito sottrarglielo di bocca, per abituarli a conservare le condizioni di vita caratteristiche della specie. In giornate particolari, suggestivi cortei operai con fischietti e campanacci attraverseranno il parco tematico per la gioia dei bambini. Il Cipputi Park di Berlino calcola di triplicare i suoi incassi grazie al turco Kemal, l'operaio albino frutto di una rara mutazione genetica per avere inalato vapori di candeggina.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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