Michele Serra: Atomica al camembert

L'esplosione di un arsenale militare in Albania ha posto all'attenzione del mondo il problema delle armi abbandonate. Enver Hoxha faceva provviste di granate e le nascondeva ovunque, come Cip e Ciop fanno con le noci. Ma il suo non è un caso isolato: la passione per cannoni, mine e tritolo accomuna da sempre i potenti della Terra. Secondo gli psichiatri, si tratta in genere di un bisogno di compensazione: più i missili sono grossi, più i loro detentori ce l'hanno piccolo. Ma vediamo quali sono le situazioni più a rischio.

Francia
Diverse bombe atomiche sono strategicamente piazzate in territorio francese, ma è passato ormai moltissimo tempo da quando De Gaulle decise di dispiegare la Force de frappe e nessuno ricorda più dove sono. L'unico sopravvissuto di quell'epoca è un vecchissimo generale che a causa della demenza senile indica ogni giorno luoghi diversi (la settimana scorsa ha suggerito di cercare le bombe a Montmartre) facendo ammattire gli uomini dell'intelligence che cercano di ritrovare gli ordigni. Secondo alcuni studiosi le atomiche francesi, dopo mezzo secolo di stagionatura al buio, dovrebbero avere perso il loro potenziale e assunto l'aspetto e la consistenza di enormi forme di camembert. Questo le rende ancora più micidiali. Poco tranquillizzante anche sapere che la valigetta rossa è all'Eliseo, sul comodino di Carla Bruni che si eccita ogni sera con il gioco ‟Di chi è questo bel bottoncino?”.

Ex Jugoslavia
Ciascuno degli staterelli nati dalla dissoluzione della Jugoslavia, per non essere da meno, ha voluto replicare lo stesso identico arsenale che era a disposizione di Tito, però in miniatura per ragioni di budget ridotto. Di qui i minuscoli carrarmati macedoni, grossi come scatole di scarpe, i fucilini croati che uccidono un topo alla distanza di dieci centimetri, la portaerei montenegrina ricavata da un pedalò. Tutta questa roba è sparpagliata per i Balcani ed è pericolosissima perché viene calpestata inavvertitamente dai passanti. Anche quando non esplode, la gente ci inciampa e rischia di farsi male.

Russia
Putin lucida personalmente ogni mattina le ogive del suo arsenale militare, lo stesso della vecchia Urss però ricoperto di lamina d'oro (identica a quella usata da Zeffirelli per l'Aida) per soddisfare il gusto estetico dei mafiosi russi. Ma di buona parte dell'arsenale sovietico non si hanno più notizie: è sparpagliato nel territorio delle assurde repubblichette nate come funghi dopo la dissoluzione dell'impero. Si dice che nel Kapristan siano nascosti tra le rocce centinaia di sommergibili, trasportati in mezzo agli Urali per un errore del piano quinquennale. Nella minuscola Preputzia i 40 figli del satrapo locale vanno a scuola ciascuno con il suo Mig.

Corea del Nord
Il regime di Kim Il Sung e del suo figliolo è riuscito negli anni a dotarsi di mezza dozzina di bombe nucleari, costruite dai tecnici locali grazie a un corso per corrispondenza. Ma non disponendo di missili adatti al lancio, Kim Il Sung prevedeva di fare rotolare le sue atomiche lungo i pendii per colpire il nemico. La scoperta di non avere nemici situati più in basso ha messo in crisi la strategia militare coreana. Da allora le bombe giacciono nei sotterranei del Museo delle Conquiste del Socialismo: anche il loro uso come boiler per i ministeri si è rivelato fallimentare.

Stati Uniti
In America il vero problema sono le armi in mano ai privati. Un paio di fucili e mezza dozzina di pistole pro capite, compresi i neonati e i monchi, significa che molte persone hanno così tante armi in cantina da poter rifare individualmente la Guerra di Secessione. Un altro problema molto grave sono i milioni di tagliaerba in funzione notte e giorno per rasare i fottuti praticelli: sempre più frequenti i casi di perdita di controllo. Un tagliaerba sfuggito di mano al proprietario a Los Angeles ha raggiunto il mese dopo la Costa Est entrando in un asilo e facendo strage.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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