Michele Serra: Fiat Panda modello Ikea

La decisione della Fiat di puntare tutte le sue carte future sui modelli economici pone gli analisti di fronte a una serie di interrogativi. Il primo: come farà la Fiat ad abbandonare i modelli di lusso, non avendone mai prodotto neanche uno?
Il secondo: come sarà possibile, per gli automobilisti italiani, acquistare macchine ancora più economiche della Uno di cartongesso, con motore a elastico, che vinse nel 1983 il Premio Gandhi per la vettura più umile del pianeta? La risposta è nei piani industriali di Corso Marconi, che anticipiamo per sommi capi.

Panda Ikea
Coproduzione rivoluzionaria, la Panda Ikea verrà spedita in due grossi scatoloni agli acquirenti che dovranno montarla in casa seguendo le istruzioni: un foglietto con sei disegnini che spiegano come utilizzare i novemila bulloni e i tremila pezzi da assemblare con l'apposita chiavetta di carta stagnola. Si comincia piazzando le quattro ruote per terra alla giusta distanza, il resto è affidato al caso. L'utente, volendo, potrà aiutarsi anche con il brevetto della 'Settimana Enigmistica': 'Unite i puntini, che cosa apparirà?'. Il marketing Fiat punta sull'effetto sorpresa: ogni modello risulterà diverso dagli altri, molto personalizzato. Con i pezzi avanzati, i solutori più che abili potranno montare un pratico spremiagrumi.

Punto Single
La Punto Single è l'auto ideale per i tempi di crisi. Alimentata a legna, ospita nell'abitacolo una caldaia, un camino e una grossa gerla per i ciocchi più ingombranti. Deve il suo nome al fatto che rimane disponibile solo un posto, quello del guidatore. Molto rilevante il risparmio energetico durante l'estate: la vettura sarà una vera e propria fornace e il guidatore dopo pochi chilometri è costretto a scendere e proseguire a piedi.

Multiplissima
È una Multipla lunga 20 metri, che potrà ospitare fino a 52 passeggeri. Risparmiosissima, è pensata per poter trasportare comitive di operai, famiglie poligamiche, scolaresche in gita. Ideale per i lunghi tratti autostradali purché rettilinei, perché la Multiplissima non può curvare.
Unico accessorio di lusso di questa spaziosissima automobile è un walkie-talkie che permette al guidatore di comunicare con il passeggero di coda per avere indicazioni quando si è in retromarcia.

Panda Help
Concepita per valorizzare le fonti di energia rinnovabili, è la prima autovettura alimentata a spinta. Si distingue per l'assenza di motore e il gran numero di maniglioni fissati sulla carrozzeria. Il guidatore, del tutto autonomo nelle discese, ove dovesse affrontare un tratto pianeggiante o una salita, chiederà ai passanti se per favore possono spingerlo. Nelle prove per le vie di Torino i collaudatori hanno potuto apprezzare un forte incremento della solidarietà tra sconosciuti: unico accorgimento, si deve far credere che la vettura è in panne e spacciarsi per un medico rianimatore delle Molinette che deve correre in ospedale per un'emergenza.

Fiat Diderot
Deve il suo nome alla concezione enciclopedica che ha guidato il lavoro dei progettisti (tra i quali Norberto Bobbio, a suo tempo personalmente coinvolto dall'avvocato Agnelli). È fatta usando i pezzi più significativi di tutti i modelli Fiat fin qui prodotti, conservati in magazzino, con enorme risparmio produttivo. Ha l'abitacolo della Fiat 130, i sedili della 500 (ce ne stanno 12), il motore Iveco, i freni del locomotore Settebello, le ruote dei trattori del 1948, lo styling della Balilla e il libretto di istruzioni della 1.100. L'insieme è massiccio ma affidabile, nelle prove sulla pista del Lingotto la Diderot, sfuggita di mano al collaudatore in fondo al primo rettilineo, ha sfondato il parapetto ed è piombata nel cortile senza riportare danni rilevanti.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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