Una storia inedita di Paolo Rumiz, solo in ebook

Un grande autore torna a confrontarsi con una produzione digital only.

Si tratta di Paolo Rumiz che – dopo aver pubblicato in digitale Il cappottone di Antonio Pitacco e Maledetta Cina – in Gulaschkanone porta alla luce una storia nata durante gli studi e le interviste svolte durante la scrittura del romanzo Come cavalli che dormono in piedi.

Un testo dolente e immaginifico che sarà anche uno spettacolo, la cui messa in scena è a cura del Teatro stabile del Friuli-Venezia Giulia (Trieste 2016).

Ma che cos'è il Gulaschkanone?

«È una cucina da campo. Una cucina da campo austroungarica su ruote, una via di mezzo tra un’enorme pignatta e una piccola locomotiva, che i soldati di allora hanno chiamato “cannone da Gulasch”, magnifico nome brechtiano che fotografa la satanica dimensione industriale del conflitto.
I soldati non erano scemi. Avevano perfettamente afferrato il trucco nascosto nel marchingegno. Avevano capito che la stessa macchina infernale che inghiottiva carne animale per sputare spezzatino, era capace di inghiottire uomini vivi per vomitare cadaveri. Carne da cannone prodotta così, come si sparano montagne di salsicce. Una metafora perfetta! Il Gulaschkanone che produce... il “Kanonengulasch”!
Mi segui? Quel pentolone fumante è il certificato di nascita della produzione in serie coniugata alla morte anonima e di massa. Due facce della stessa medaglia.»

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Gulaschkanone

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