Quando muore colpita da uno sparo, Giorgiana Masi ha diciotto anni. È il 12 maggio del 1977. I radicali hanno organizzato una manifestazione in piazza Navona per celebrare il terzo anniversario del referendum sul divorzio e si sono opposti al divieto del ministro Cossiga che, dopo l’omicidio del poliziotto Settimio Passamonti, ha vietato i raduni di piazza. Manca meno di un anno al sequestro Moro e in Italia c’è un clima da guerra civile.
Concetto Vecchio riapre l’indagine su un mistero mai dimenticato nel quale un’intera generazione si è riconosciuta alla fine degli anni settanta. E lo fa in prima persona, avanzando indizio dopo indizio in una ricerca appassionata che getta nuova luce su uno dei capitoli più oscuri della storia italiana. Giorgiana sta fuggendo da una carica delle forze dell’ordine sul ponte Garibaldi a Roma quando cade ammazzata. Ma cosa succede esattamente su quel ponte, e soprattutto: perché succede? Nonostante l’omicidio avvenga in un luogo affollato da centinaia di persone, nessuno ha visto niente. Com’è stato possibile?
Vecchio compie un viaggio nella memoria: torna sui luoghi, interroga decine di testimoni, recupera le carte sepolte da quarant’anni, ritrova le facce di allora – come il poliziotto Giovanni Santone, la cui foto con la pistola in mano divenne l’immagine simbolo della tragedia –, mette in scena il duello mortale che per decenni ha contrapposto il leader radicale Marco Pannella al ministro dell’Interno Francesco Cossiga. È un dolente tentativo di ricostruire i fatti, nella consapevolezza che a un certo punto “le domande sopravanzano le risposte”.
Un’indagine storica con una fortissima impronta narrativa capace di parlare non solo alla generazione di Giorgiana, ma anche ai giovani di oggi.

Un’inchiesta mozzafiato sul mistero mai risolto della morte di una studentessa che è diventata simbolo di un’intera generazione. Un giallo senza soluzione nell’Italia degli anni di piombo.

  • Bravi giornalisti che aiutano a non dimenticare le storie di un'Italia con poca memoria. Com'eravamo e come, purtoppo, siamo.

  • È stato dal discorso pronunciato dal leader radicale Marco Pannella a Montecitorio in quel tragico 12 maggio del 1977 che è partita la scintilla per questo libro-inchiesta. E Vecchio ricostruisce ogni passaggio, mette sotto la lente d'ingrandimento gli atti di Francesco Cossiga, allora ministro dell'Interno.

  • Concetto Vecchio pubblica un interessante resoconto dei fatti, cercando di svincolare il lettore da pregiudizi e da presunte verità rivelate.

  • Concetto Vecchio pubblica un interessante resoconto dei fatti, cercando di svincolare il lettore da pregiudizi e da presunte verità rivelate.

  • Per la prima volta si riporta la versione di Giovanni Santone, uno dei poliziotti in borghese su cui si concentrarono le polemiche dopo il delitto.

  • Un'inchiesta sul mistero mai risolto della morte di una studentessa diventata simbolo di una generazione.

  • Giorgiana Masi uccisa in piazza senza un perché. Concetto Vecchio, cronista di Repubblica, ripercorre in un'inchiesta dalla forte impronta narrativa una vicenda mai dimenticata.

  • Chi abbia materialmente premuto il grilletto per uccidere Giorgiana non si è mai saputo e non si saprà. Ma dietro il suo omicidio non c'è nessun mistero, e in realtà, nonostante il titolo, il libro di Concetto Vecchio lo dimostra.

  • In prima persona e con sorprendenti squarci autobiografici alla Carrère, che innervano qua e là l'intreccio permettendo ancor più di farsi prendere per mano nel viaggio, che passa anche attraverso nostalgie giovanili.

  • Vecchio ci fa entrare in quel clima di guerra che si respirava nell'Italia anni Settanta, a meno di un anno dal sequestro Moro ma non racconta solo i fatti, raccolti con grande pazienza, apre nuove prospettive per far conoscere anche ai giovani di oggi un mistero dell'Italia degli anni di piombo.

  • Un lavoro, quello di Vecchio, che si inserisce in un filone di passione civile del quale ci piace citare, a modello, "L'Affaire Moro" di Sciascia, siciliano come l'autore. E che per restare invece ai contemporanei ricorda, anche per l''nserimento di alcuni aneddoti autobiografici, lo stile della non fiction novel alla Carrère.

  • Il caso non venne mai risolto, ma le principale ipotesi formulate durante le indagini sono state due: l'allora ministro dell'Interno Francesco Cossiga sostenne che il colpo fosse partito dalla pistola di uno dei membri del gruppo Autonomia Operaia (che si era unito alla manifestazione), mentre i gruppi della sinistra extraparlamentare sostennero che a sparare fosse stato uno degli agenti delle forze dell'ordine in borghese.

Concetto Vecchio

Concetto Vecchio

Concetto Vecchio, 46 anni, vive a Roma ed è giornalista alla redazione politica di “Repubblica”. Ha scritto Vietato obbedire (Rizzoli, 2005), un saggio sul ’68 alla facoltà di sociologia di Trento con cui ha vinto il premio Capalbio e il premio Pannunzio, Ali di piombo (Bur Rizzoli, 2007), sul movimento del 1977 e il delitto Casalegno. Ha realizzato numerosi webdocumentari di carattere storico. Con Feltrinelli ha pubblicato Giogiana Masi. Indagine su un mistero italiano (2017).

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Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Maggio, 2017
Collana: 
Storie
Pagine: 
224
Prezzo: 
18,00€
ISBN: 
9788807111464
Genere: 
Saggistica