Nel 1872 la corte austro-ungarica finanzia una spedizione artica che ha il compito di rintracciare il leggendario passaggio a nord-est, un varco tra i ghiacci dell'Artico che consentirebbe di raggiungere l'Oriente. Al comando della pericolosa avventura che ha già fatto diverse vittime sono due giovani e ambiziosi ufficiali: Julius von Payer e Carl Weyprecht. Con loro si imbarcano i ventidue membri dell'equipaggio, i marinai perlopiù triestini o dalmati, i due alpinisti e cacciatori tirolesi Johann Haller e Alexander Klotz, e l'arpioniere norvegese Elling Carlsen. Tutti a bordo dell'Admiral Tegetthoff, salpano dal porto norvegese di Tromsø, ma già dopo un mese la nave è incagliata a nord dell'isola di Novaja Zemlja. L'equipaggio deve così affrontare l'orrore della notte artica, sei freddissimi mesi senza luce, in balia della deriva della banchina e degli orsi polari. L'Artico li avvolge nella sua morsa e rivela il suo fascino mortale, la forza della creazione sotto forma di desolazione, freddo e gelo. Quindi, assieme ai raggi del sole, torna la speranza, ma la nave comunque non può più fare vela verso casa. Approdati sulla terraferma, trascorrono un secondo inverno, ancora più duro, poi di nuovo splende il sole. Per salvarsi da un terzo inverno che sarebbe loro fatale devono procedere via terra e dopo mesi di cammino verso sud, avvistate le coste di Novaja Zemlja, vengono recuperati da due navi russe. In patria sono accolti trionfalmente, ma il tempo e lo scoppio della prima guerra mondiale cancellano il loro ricordo. Intanto, parallela a questa storia corre la vicenda dell'immaginario discendente di quei pionieri, Josef Mazzini. Da sempre appassionato di esplorazione polare, e in particolare della spedizione di Payer e Weyprecht, decide di tentare la via dei ghiacci. Nel 1981 parte per Longyearbyen e partecipa a una spedizione sulla nave oceanografica Cradle, ma la nuova realtà scientifica e tecnologica non ha più nulla a che fare con l'epopea di un tempo. Ma...
Il primo romanzo di Ransmayr, uscito in Austria nel 1984 e pubblicato da Leonardo nel 1991.

Christoph Ransmayr

Christoph Ransmayr

Christoph Ransmayr (Wels, Austria, 1954) ha studiato etnologia e filosofia a Vienna. Ha iniziato la sua vita letteraria come redattore editoriale scrivendo anche su varie riviste culturali. In seguito all'uscita del suo primo romanzo, Gli orrori dei ghiacci e delle tenebre (1984), Ransmayr fu chiamato da Hans Magnus Enzensberger a collaborare alla preparazione del libro Das Wasserzeichen der Poesie e fu proprio traducendo per quel libro un brano delle Metamorfosi che si appassionò alla figura di Ovidio. All'esilio del poeta, Ransmayr ha dedicato il suo romanzo più noto, Il mondo estremo, pubblicato da Feltrinelli in edizione riveduta nel 2003. Di Ransmayr, Feltrinelli ha inoltre edito Il morbo Kitahara (1997, che ha ottenuto il premio europeo per la letteratura ‟Aristeion 1996” e il premio Mondello; Ue, 2017), Gli orrori dei ghiacci e delle tenebre (2008), Atlante di un uomo irrequieto (2015) e Cox o il corso del tempo (2018).

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Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Ottobre, 2008
Collana: 
Universale Economica
Pagine: 
220
Prezzo: 
9,00€
ISBN: 
9788807720680
Genere: 
Tascabili