La riedizione di un libro si giustifica solo se il rapido scorrere dell'attualità e dell'ideologia del tempo non ha già divorato tutte le pagine relegandole nello spirito di quel tempo. Il libro di Szasz merita una riedizione per un'idea che percorre tutti i suoi libri trovando nel concetto di "salute mentale", in quello di "pazzia", in quello di "cura" e in quello di "droga" i luoghi in cui si annida non solo l'inganno ideologico che maschera quanto vi è di inconfessabile nell'intenzione politica, ma anche quella riduzione di libertà che l'uomo sperimenta su di se non per effetto delle strategie del Potere, cosa che gli uomini conoscono dall'inizio della loro storia, ma per effetto delle persuasioni indotte dal Sapere, rispetto a cui le strategie del Potere, per quanto accanite e brutali, sono povera cosa.
(Dalla prefazione di Umberto Galimberti)

Thomas Szasz

Thomas S. Szasz (1920-2012) è nato a Budapest, si è trasferito negli Stati Uniti nel 1938 dove si è laureato in Medicina all’Università di Cincinnati, ha compiuto il training psichiatrico all’Università di Chicago e quello psicoanalitico al Chicago Institute for Psychoanalysis. Dal 1956 al 1990 è stato professore di Psichiatria alla State University di New York. Ha pubblicato sulle principali riviste mediche, psichiatriche e psicoanalitiche. Tra le sue opere, oltre al classico Il mito della malattia mentale (il Saggiatore, 1966), ricordiamo edite da Feltrinelli: I manipolatori della pazzia (1972), Disumanizzazione dell’uomo (1974), Il mito della droga (1977, 1991), Il mito della psicoterapia (1981), Sesso a tutti i costi (1982).

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Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Gennaio, 1991
Collana: 
Universale Economica
Pagine: 
212
Prezzo: 
7,75€
ISBN: 
9788807811555
Genere: 
Tascabili