Enrico Metz ha deciso di tornare a vivere nella casa di famiglia, di ridurre il lavoro a poche consulenze (è stato fino ad allora il legale di operazioni di portata planetaria, è stato al fianco di tutti gli uomini che contano) e di rimodellare la propria esistenza borghese intorno ad alcuni amici ritrovati, alla famiglia (quantunque la moglie sia rimasta a Milano e i figli gemelli siano giovani di successo assorbiti dalle proprie esistenze), alla memoria ritrovata. Coinvolto in uno dei più rovinosi crack finanziari del paese, quello dell'ingegner Marani, Metz è stato sotto la luce dei riflettori, ma, grazie alla lungimiranza dell'uomo di cui è stato fedele braccio destro, ha salvato la propria posizione. Ora l'ingegner Marani lo chiama – amichevole, melanconico – per accertarsi che la ‟nuova vita” sia cominciata, in realtà per accomiatarsi. Il giorno seguente arriva la notizia della sua morte. Intanto Metz, esperto di legislazione internazionale, è riuscito a ottenere un manipolo di clienti locali, forti, interessanti. Ma il suo ritorno in città non è passato inosservato presso gli altri studi che ne temono la concorrenza. Non solo, i papaveri della politica lo vogliono alleato offrendogli una importante carica amministrativa. Metz rifiuta con mite determinazione. I suoi nuovi nemici, sconcertati e sospettosi, scatenano una campagna denigratoria che lo induce – a fronte anche dei clienti che di punto in bianco spariscono – a ritrarsi più drasticamente. Lo sostengono la complicità coniugale della moglie Claudia che torna a vivere con lui, l'affetto di Rita, la segretaria-governante che di Metz si è presa cura dall'apertura dello studio, la venerazione ricambiata della giovane figlia dell'amico Alberto, il progressivo investimento di attenzione nel giardino, persino la presenza di un nobile gatto che aristocraticamente di-spensa il suo benvolere all'ospite. Il rumore del mondo svanisce e Metz comincia un lento abbandono di sé a se stesso, una progressiva cancellazione di atti ed emozioni, che non ha nulla di remissivo ma semmai è l'estremo omaggio, quasi frivolo, alla vita, alla bellezza, a quel che poteva essere e non è stato.

  • 2006 - Premio Campiello - Premio Campiello
  • 2006 - Premio Napoli - Premio Napoli
  • 2006 - Premio Alassio 100 libri - Un autore per l'Europa - Premio Alassio 100 libri - Un autore per l'Europa
  • 2006 - Premio Frontino Montefeltro - Premio Frontino Montefeltro

Claudio Piersanti

Claudio Piersanti

Claudio Piersanti, nato nel 1954, ha pubblicato romanzi e racconti, tra cui: Casa di nessuno (Feltrinelli, 1981; Sestante 1993), Charles (Transeuropa, 1986; Feltrinelli, 2000), Gli sguardi cattivi della gente (Feltrinelli, 1992), L’amore degli adulti (Feltrinelli, 1989; edizione ampliata in UE, 1998), Luisa e il silenzio (Feltrinelli, 1997, premi Viareggio Rèpaci per la narrativa, Vittorini-Siracusa, “diario della settimana”), L’appeso (Feltrinelli, 2000), Comandò il padre (Pequod, 2003), Il ritorno a casa di Enrico Metz (Feltrinelli, 2006, premi Napoli, Campiello, Alassio 100 libri - Un autore per l’Europa, Frontino Montefeltro), I giorni nudi (Feltrinelli, 2010), Venezia, il filo dell’acqua (Feltrinelli, 2012) e La forza di gravità (2018).

 

 

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