Un’ironica meditazione sul destino e sul senso della fine, una critica feroce della Cina contemporanea, fra comunismo e ipercapitalismo.
Yang Fei esce di casa una mattina e trova una fitta nebbia mista a una strana neve luminosa: è in ritardo per la sua cremazione. Inizia così il viaggio nell’Aldilà di un uomo vissuto, troppo brevemente, nella Cina del capitalismo socialista e delle sue aberranti contraddizioni. In un’avventura di sette giorni, il protagonista incontrerà persone care smarrite da tempo, imparando nuove cose su di loro e su se stesso. Conoscenti e sconosciuti gli racconteranno poi la propria storia nell’inferno vero, l’Aldiquà: demolizioni forzate, corruzione, tangenti, feti gettati nel fiume come rifiuti, miriadi di poveracci che pullulano in bunker sotterranei come formiche, traffico di organi, consumismo sfrenato… La morte livella le diseguaglianze, svelando l’essenziale, e i cittadini di questa necropoli soave uscita dalla penna di Yu Hua ci insegnano tutta la semplicità dell’amore.

Sette giorni nell’Aldilà come se lo immagina l’autore degli acclamati Vivere!, Brothers e La Cina in dieci parole.

  • Un uomo si aggira nel regno dei morti e ricorda la sua storia, fra grandi affetti e una società crudele e oppressiva.

  • La morte livella diseguaglianze, i cittadini di questa necropoli soave ci insegnano la semplicità dell'amore.

  • Una favola nera immersa in un aldilà intriso delle illusioni e delle contraddizioni dell'aldiquà.

  • Una favola nera immersa in un aldilà intriso delle illusioni e delle contraddizioni dell'aldiquà.

  • La morte si fa voce narrante e allo stesso tempo prospettiva del mondo dei vivi.

  • Un libro ambientato nel mondo dei morti che parla più che mai di cosa significhi vivere oggi nella Cina contemporanea.

  • Le conseguenze dell'economia di mercato cinese dal punto di vista dei morti.

  • Yu Hua è un autore contemporaneo che parla delle rivoluzioni che hanno attraversato la Cina dal '65-'66 ai giorni nostri. Racconti, quelli che nascono dalla sua penna, che si caratterizzano per la tenerezza ed il calore che si riscontrano nello stile e nel linguaggio.

  • Un caustico ritratto di una Cina iper consumista dove non c'è uguaglianza.

  • Critica graffiante della Cina del turbocapitalismo.

  • Un viaggio di sette giorni nell'aldilà, una critica alla Cina contemporanea, un romanzo con un incipit memorabile: "La mia cremazione era fissata per le nove e mezza".

  • Uno dei più importanti autori cinesi contemporanei e uno dei pochi di rilevanza internazionale.

  • Spietata critica alla società, al capitalismo socialista e alle sue contraddizioni.

  • La morte livella finalmente le diseguaglianze, svelando l'essenziale, e i cittadini di questa necropoli soave uscita dalla penna di Yu Hua ci insegnano tutta la semplicità dell'amore.

  • Yu Hua rielabora nella forma di una macabra favola fatti di cronaca realmente accaduti. Una feroce allegoria della disumanità del presente postmaoista.

  • Considerato tra i più importanti autori cinesi contemporanei.

Yu Hua

Yu Hua

Yu Hua è nato nel 1960 a Hangzhou. Figlio di un’infermiera e di un medico, trascorre lunghi pomeriggi dell’infanzia a giocare nei corridoi dell’ospedale. Lì fa il suo apprendistato di scrittore. È considerato uno dei migliori autori della nuova generazione. Ha pubblicato Torture (Einaudi, 1997), L’eco della pioggia (Donzelli, 1998), Cronache di un venditore di sangue (Einaudi, 1999), Le cose del mondo sono fumo (Einaudi, 2004), Racconti d’amore e di morte (Hoepli, 2010) e, con Feltrinelli Brothers, in due volumi (2008, 2009), Vivere! (2009), con il quale ha vinto il premio Grinzane Cavour e da cui è tratto il film omonimo di Zhang Yimou del 1994, La Cina in dieci parole (2012) e Il settimo giorno (2017).

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Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Agosto, 2017
Collana: 
I Narratori
Pagine: 
192
Prezzo: 
16,00€
ISBN: 
9788807032578
Genere: 
Narrativa