‟Sono morto
a 6840 sopra livello del mare
il quattro maggio nell’anno del cavallo.
Il luogo della mia morte
si trovava ai piedi di una guglia rocciosa corazzata di ghiaccio,
nel cui lato riparato dal vento avevo superato la notte.”

Due fratelli, Liam e l’io narrante, lasciano la natia Irlanda alla volta del Tibet orientale, allo scopo di ‟colmare una lacuna sulla carta geografica”: rintracciare una vetta altissima, sopra i 9000 metri, di cui aveva dato frammentarie notizie un pilota durante l’ultima guerra, e della cui esistenza parlano solo le leggende dei popoli nomadi. Liam è un ex tecnico informatico che vive su un’isola ‟quasi disabitata e irraggiungibile”, in mezzo alle tempeste, alle mandrie di mucche e ai suoi computer, grazie ai quali, nelle notti solitarie, quando non contempla le stelle con il telescopio, naviga ossessivamente alla ricerca di notizie sul Phur-ri, la ‟montagna volante”, più alta dell’Everest ma assente da qualsiasi mappa. Si mette in viaggio con il fratello e varcano i confini con il Tibet e con la regione, preclusa agli occidentali, dove presumono che si trovi la montagna. Arrivano a Lhasa e si uniscono a un clan di nomadi che pascolano una mandria di yak. Mentre Liam – ‟malato di nostalgia”, febbrile e irrequieto – confligge con i ritmi di vita dei nomadi, il fratello, invece, è subito catturato dall’amore per Nyema, un amore totale, che vince e supera le barriere di lingua e civiltà. Dopo un tentativo solitario di Liam, dettato da un’imprudente impazienza, i due partono decisi a scalare il Phur-ri.
Il libro si presenta nella forma di un poema-romanzo articolato in strofe. Cresce e si intensifica sui grandi temi del romanticismo: il tema del ritorno, della nostalgia, del desiderio bruciante per un oggetto d’amore sconosciuto, il tema dell’amore/morte, del limite da valicare che sono qui originalmente associati alla più immediata modernità: al web, all’informatica, alle neuroscienze.

  • 2009 - Premio Grinzane Cavour - sezione narrativa straniera - Premio Grinzane Cavour - sezione narrativa straniera

Christoph Ransmayr

Christoph Ransmayr

Christoph Ransmayr (Wels, Austria, 1954) ha studiato etnologia e filosofia a Vienna. Ha iniziato la sua vita letteraria come redattore editoriale scrivendo anche su varie riviste culturali. In seguito all'uscita del suo primo romanzo, Gli orrori dei ghiacci e delle tenebre (1984), Ransmayr fu chiamato da Hans Magnus Enzensberger a collaborare alla preparazione del libro Das Wasserzeichen der Poesie e fu proprio traducendo per quel libro un brano delle Metamorfosi che si appassionò alla figura di Ovidio. All'esilio del poeta, Ransmayr ha dedicato il suo romanzo più noto, Il mondo estremo, pubblicato da Feltrinelli in edizione riveduta nel 2003. Di Ransmayr, Feltrinelli ha inoltre edito Il morbo Kitahara (1997, che ha ottenuto il premio europeo per la letteratura ‟Aristeion 1996” e il premio Mondello; Ue, 2017), Gli orrori dei ghiacci e delle tenebre (2008), Atlante di un uomo irrequieto (2015) e Cox o il corso del tempo (2018).

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Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Settembre, 2008
Collana: 
I Narratori
Pagine: 
317
Prezzo: 
19,50€
ISBN: 
9788807017667
Genere: 
Narrativa 

Approfondimenti

A Christoph Ransmayr il Premio Grinzane Cavour