Torino, tra le Molinette e il Valentino.
Adriano, professore ottantaduenne che ha appena perso la moglie, ha un segreto di cui si vergogna un po’: da quando Giulietta non c’è più, continua a vederla tra le corsie delle Molinette, anche se sa che non può essere vero. O forse sì?
A soccorrerlo dal dubbio di essere sull’orlo della pazzia intervengono uno stravagante tassista, per il quale è normalissimo che i morti rimangano accanto ai loro cari, e altre tre persone che incrociano la sua strada: Gemma, libraia trentenne che nel fine settimana fa la volontaria al Filo d’Argento, un call center per anziani; Olga, un’arzilla zitella ricoverata con una gamba rotta; e Fausto, giovane grafico precario fidanzato a una ragazza della Torino bene e padrone di Archibald, bracco con il vizio di darsi alla macchia proprio nel parco dove Gemma fa jogging.
Le vite di questi quattro personaggi si intrecciano, come in una danza, tra il parco e l’ospedale, dove si aggirano altre inafferrabili presenze. Perché chi l’ha detto che morendo si deve per forza andare nell’aldilà, in un paradiso perfetto, algido e lontano? Non è forse più consolante – e infinitamente più divertente – immaginare di poter restare nell’aldiquà, invisibili a tutti tranne a chi ci vorrà vedere, fantasmi della porta accanto con le piccole fissazioni e manie di sempre, con le nostre stupende imperfezioni?
Un folgorante romanzo d’esordio, che arriva dritto al cuore. Una commedia fresca e delicata, che si rivolge a tutti quelli che, almeno una volta nella vita, hanno sofferto per una perdita e che, con la sua dolcezza, aiuta a rendere più bello e abitabile il nostro fragile mondo imperfetto.

“E adesso, che si fa?” chiese.
“Adesso si va.”
“Sì, ma dove?”
“Io torno alle Molinette. Tu puoi andare oltre, o venire con me.”
“Ma senti: di là com’è? Cosa c’è?”
“A dirti la verità, mia cara, non ne so granché. Non ci sono ancora stato, rimando sempre.”

  • Una scrittura in bilico sul filo del cornicione, tra corse nei parchi e corsie di ospedale, né di qua né di là, una prova narrativa d'esordio dalla misura così perfetta da far dubitare del suo stesso titolo.

  • Storie di tenerezza, di solitudine, di riflessione.

  • Delicata storia di fantasmi.

  • Delicata storia di fantasmi.

  • Le vite di cinque personaggi s'intrecciano tra il parco e l'ospedale, dove si aggirano altre inafferrabili presenze.

  • Un romanzo delizioso che affronta argomenti quali l'abbandono, la crisi d'identità, il paranormale, la vecchiaia e l'amore per gli animali con raffinata dolcezza ed eleganza.

  • Piacevole esordio.

  • Un romanzo tenerissimo, pieno di occasioni di riflessione: se la perfezione non è possibile nella vita di tutti i giorni, ci sono però molti momenti in cui si lascia intravedere...

  • Un romanzo docile e delicato... un intreccio allegro di vite ordinarie piene di segnali straordinari.

  • In una città sospesa tra il reale e l'altrove, si intreccia il destino di sei personaggi: vivi e «diversamente visibili».

  • Gran bella commedia, ambientata a Torino dall'esordiente Daniela Mattalia: verve, ironia e sguardo affettuoso.

Daniela Mattalia

Daniela Mattalia

Daniela Mattalia, giornalista, è nata a Torino. Ha provato a vivere a Brescia, Genova e Verona prima di decidere che Milano, dove si è trasferita dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, è il suo habitat ideale. Lavora come caporedattore a “Panorama”, dove si occupa di tutto un po’ ma in particolare di scienza, dalla medicina all’astrofisica. Vive con il marito Luca e la setterina Bughi. Feltrinelli ha pubblicato La perfezione non è di questo mondo (2017), il suo romanzo d’esordio.

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Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Giugno, 2017
Collana: 
I Narratori
Pagine: 
176
Prezzo: 
15,00€
ISBN: 
9788807032455
Genere: 
Narrativa