La storia dell’Italia repubblicana comincia nel caos. La fine della guerra ha lasciato dietro di sé un paese logorato e diviso, ma soprattutto ha fatto emergere le fratture di lungo periodo che il fascismo aveva oscurato a colpi di propaganda e di retorica nazionalista. Nel 1945 il paese è costretto a fare i conti con le profonde differenze che lo attraversano da nord a sud. C’è uno squilibrio economico, infrastrutturale e demografico, ma anche una forte contraddittorietà nel modo di reagire alla fine del conflitto: la guerra non è stata vissuta da tutti allo stesso modo. Chi si muove con energia, come gli operai del Nord, che dopo il rapporto con il Pci consolidato durante la guerra vogliono impadronirsi delle fabbriche, abita di fianco a chi torna da reduce e si ritrova improvvisamente senza riferimenti e senza lavoro.
Dopo La Resistenza perfetta, Giovanni De Luna sottopone i primi anni di vita della Repubblica italiana a un’indagine acuta e rigorosa. Cominciando con una domanda: è vero che la Resistenza aveva sostanzialmente fallito “l’occasione storica” di rinnovare profondamente le strutture portanti del paese?
Per dipanare la complessità di questo periodo decisivo, De Luna costruisce una narrazione corale, fatta delle voci di una grande galleria di testimoni, a partire dalla storia personale di chi torna dalla guerra o va a cercare fortuna negli Stati Uniti, fino ai grandi scenari della politica, che hanno per protagonisti Alcide De Gasperi, Palmiro Togliatti, Ferruccio Parri e Pietro Nenni. E ci costringe a riflettere sulla nostra identità e sul nostro passato, spingendoci a fare i conti con uno dei capitoli più difficili, ma anche appassionanti, della nostra storia nazionale.

“I partigiani, gli uomini in armi, erano diventati elettori, ed erano restati uomini, proponendo direttamente il proprio vissuto come l’elemento indispensabile ‘perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su quella carta’.” Il grande racconto dei primi tre anni della Repubblica, della nascita della Costituzione e dell’impossibilità di costruire la comunità ideale che aveva ispirato la Resistenza.

  • Gli anni che seguono la caduta del fascismo, e fino all'approvazione della carta costituzionale, sono fra i più difficili della storia del nostro Paese e, tuttavia, possono essere considerati decisivi in quanto trovano maturazione, e composizione, tutta una serie di spinte, spesso contrastanti, che si sarebbero potute rivelare esiziali per il futuro dello stato. A questi anni è dedicata l'ultima fatica di Giovanni De Luna, La Repubblica inquieta.

  • Un bell'esempio di storia narrativa, scritto in maniera vivace, come un romanzo, ma con una partecipazione trattenuta, che punta sulla forza evocativa delle testimonianze, delle lettere, dei diari...

  • Gli slanci e i conflitti da cui nacque la Costituzione.

  • Gli slanci e i conflitti da cui nacque la Costituzione.

  • Ideale prosecuzione del precedente La Resistenza perfetta.

Giovanni De Luna

Giovanni De Luna

Giovanni De Luna insegna storia presso la Scuola di studi superiori dell’Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni più recenti: La passione e la ragione. Il mestiere dello storico contemporaneo (Bruno Mondadori, 2004), Storia del Partito d’Azione (Utet, nuova edizione 2006), Il corpo del nemico ucciso. Violenza e morte nella guerra contemporanea (Einaudi, 2006) e Una politica senza religione (Einaudi, 2013). Con Feltrinelli ha pubblicato Le ragioni di un decennio. 1969-1979. Militanza, violenza, sconfitta, memoria (2009), La Repubblica del dolore (2011), La Resistenza perfetta (2015) e La Repubblica inquieta. L’Italia del Dopoguerra. 1945-1948 (2017).

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Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Ottobre, 2017
Collana: 
Storie
Pagine: 
304
Prezzo: 
22,00€
ISBN: 
9788807111495
Genere: 
Saggistica