Come funziona la circolazione del capitale? Quali sono le regole della sua accumulazione? Ma soprattutto, è vero che l’economia di mercato favorisce un aumento del nostro benessere?
Secondo David Harvey, “le analisi di Marx sono ancora più pertinenti oggi di quanto non fossero all’epoca in cui scriveva. Quello che ai suoi tempi era un sistema economico dominante solo in un piccolo angolo del mondo ora si estende su tutta la terra”.
Harvey si mette sulle tracce del pensiero di Marx per ricostruire l’architettura del capitale e aggiornare all’evoluzione tecnologica e industriale degli ultimi centocinquant’anni le analisi del filosofo tedesco che ha cambiato definitivamente il modo di pensare l’economia, stravolgendo il destino di popoli e paesi. E va alla ricerca di casi esemplari delle nuove forme di alienazione e di disuguaglianza, per provare che oggi la stessa logica del valore di scambio esplorata da Marx continua a seguire il proprio percorso, la propria “danza folle”, senza alcuna considerazione per le esigenze reali delle persone. Dopo L’enigma del capitale e Diciassette contraddizioni e la fine del capitalismo, Harvey propone una nuova lettura del gigante del pensiero economico e del suo classico monumentale, Il capitale, per rivelarne la straordinaria attualità rispetto alle teorie contemporanee, che con la crisi finanziaria del 2008 si sono rivelate insufficienti. Per mostrare a tutti, lettori più o meno esperti, che l’opera di Marx è il miglior manuale d’interpretazione non solo dell’economia contemporanea, ma anche del mondo in cui viviamo.

“La follia del capitale, attraverso l’austerity e la spregiudicatezza del libero mercato, sembra produrre una follia parallela – la rabbia.”
Per decifrare la disuguaglianza e l’ingiustizia della nostra economia globalizzata abbiamo bisogno di Marx, oggi più che mai. 

  • Una nuova lettura dei tre volumi del Capitale, per rivelarne la straordinaria attualità.

  • Qui ci si imbatte in un altro aspetto del pensiero di Marx quanto mai vitale: la globalizzazione della produzione e del mercato.

  • Le contraddizioni presenti nell'opera marxiana, considerandole indicazioni di percorsi da intraprendere; segnali cioè di una ricchezza analitica che fanno della critica marxiana dell'economia politica un elemento indispensabile nell'analisi del presente e delle possibilità di trasformare l'esistente. Coglie il punto Harvey quando scrive che in Marx non c'è una teoria dello stato come regolatore dei processi di valorizzazione, che è assente una teoria marxiana del prelievo fiscale, delle politiche di sostegno alla domanda, delle istituzioni pubbliche come strumento della governance tesa alla riproduzione sociale. Non sottacere i limiti e l'incompletezza dell'opera di Marx è l'unico modo per mettere nuovamente al lavoro la sua critica all'economia politica.

David Harvey

David Harvey

David Harvey (1935) è geografo, sociologo e politologo inglese. Si occupa di geografia politica e, dal 2001, è professore emerito di antropologia al Graduate Center della City University di New York. È stato professore di geografia presso le università di Oxford e Johns Hopkins e l’“Independent” ha citato il suo libro La crisi della modernità come una delle cinquanta opere più importanti del secondo dopoguerra. Feltrinelli ha pubblicato Giustizia sociale e città (1978), L’enigma del capitale e il prezzo della sua sopravvivenza (2011), Diciassette contraddizioni e la fine del capitalismo (2014), Marx e la follia del capitale (2018).

 

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Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Aprile, 2018
Collana: 
Campi Del Sapere
Pagine: 
240
Prezzo: 
22,00€
ISBN: 
9788807105340
Genere: 
Saggistica, Università