La verità che emerge da questi quattordici racconti di Ottessa Moshfegh, apparsi sulle migliori riviste americane di letteratura, è soprattutto nel modo in cui il grottesco e l’oltraggioso sono pervasi di tenerezza e compassione. Tutti i personaggi della raccolta vorrebbero essere persone migliori. Tutti tentano di riconnettersi agli altri e, inevitabilmente, inciampano nei loro stessi impulsi, nelle loro stesse insicurezze esistenziali. E agli occhi dell’autrice questo forse non è un male, al contrario, è la tragicomica, struggente bellezza dell’esistenza.
Ecco allora insegnanti che trovano nel consumo di stupefacenti un inatteso sollievo dal soffocante mondo della scuola, vedovi che rimpiazzano la moglie con una molto più appassionante collezione di piante grasse, donne che non riescono a spiegarsi la propria irresistibile attrazione per uomini davvero infrequentabili, futuri padri spaventati dal loro destino, gemelli convinti di provenire da altri pianeti che architettano piani micidiali per far ritorno a casa.
Con una scrittura limpida e veloce, Ottessa Moshfegh ci offre quattordici storie tenere e divertenti, nichilisticamente compassionevoli per raccontare altrettante esistenze perdute, tra autoinganni, morti improvvise e molto humour nero.
Perché il mondo è un posto difficile e la vita è in effetti complicata, e proprio in questa fragile idea possiamo trovare la forza per continuare ad affrontare le improbabili sfide della vita.

La carne è debole, il legno è storto, le persone sono crudeli, stupide e offensive. E la vita è una cosa meravigliosa.

La prima raccolta di racconti di una delle scrittrici americane più interessanti dei nostri tempi.

  • Una speciale alchimia di abominio e tenerezza.

  • Storie minime di personaggi che vivono di poco tra America e Oriente brutti, sporchi, maleodoranti (ma forse sono stati felici altrove). La Mosfegh sa immergersi negli abissi facendoceli vedere, toccare, annusare. Si mette al fianco di questi dannati senza compatirli, giudicarli, ma nemmeno celebrarli.

  • Personaggi un po' sperduti, un po' confusi, in cerca di risposte che continuano a sfuggire. Eppure, questo non è un libro cupo o nichilista, grazie all'umorismo deliziosamente distorto che lo pervade.

  • Personaggi un po' sperduti, un po' confusi, in cerca di risposte che continuano a sfuggire. Eppure, questo non è un libro cupo o nichilista, grazie all'umorismo deliziosamente distorto che lo pervade.

  • Una Los Angeles così non l'avete mai vista.

Ottessa Moshfegh

Ottessa Moshfegh

Ottessa Moshfegh è nata a Boston. Ha pubblicato una novella, McGlue, che ha vinto il Fence Modern Prize e il Believer Book Award. I suoi racconti, riuniti in Nostalgia di un altro mondo (Feltrinelli, 2018), sono apparsi sulla “Paris Review”, sul “New Yorker”, su “Granta”, “Vice” e le sono valsi il Pushcart Prize, l’O. Henry Award e il Plimpton Discovery Prize. Con Eileen, il suo primo romanzo, ha vinto il PEN/Hemingway Award per l'opera prima ed è stata finalista del National Book Critics Circle Award e del Man Booker Prize.

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Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Aprile, 2018
Collana: 
I Narratori
Pagine: 
224
Prezzo: 
17,00€
ISBN: 
9788807032899
Genere: 
Narrativa