Negli ultimi anni sembra che la politica abbia subito un’inquietante accelerazione. Nei paesi in cui l’adesione di tutti i cittadini al sistema di valori della democrazia era considerata un’ovvietà, il consenso per i partiti di estrema destra e per i populismi aumenta a ogni tornata elettorale. Per di più, la degenerazione del discorso politico è sopravvissuta alla fine della crisi economica. In Europa e negli Stati Uniti, infatti, sono chiari i segni della ripresa, eppure la richiesta di costruire muri, di respingere i flussi migratori e di ripristinare misure protezionistiche è sempre più forte.
Il legame tra liberalismo e democrazia, spiega Yascha Mounk, non è più indissolubile come pensavamo. Siamo entrati in una nuova era, con la quale chi crede ancora nella sovranità del popolo dovrà fare i conti.
In Italia il Movimento Cinque Stelle e la Lega di Matteo Salvini stanno cambiando gli equilibri della politica e le regole della partecipazione alla vita pubblica. Nel frattempo, l’elezione di Donald Trump dimostra che la divaricazione della cultura dei diritti dal sistema della partecipazione democratica è possibile. Mentre le istituzioni si riempiono di milionari e tecnocrati, i cittadini conservano i propri diritti civili e le proprie libertà economiche, ma vengono esclusi dalla vita politica. D’altra parte, il successo di Orbán in Ungheria, di Erdoğan in Turchia e di Kurz in Austria è il segno di una democrazia che si priva sempre più della capacità di garantire diritti ai propri cittadini, trasformandosi in una tirannia della maggioranza.
Mounk appartiene a una nuova generazione di pensatori e con questo saggio offre un paradigma tempestivo ed efficace in grado di fare chiarezza sul futuro della democrazia, e dunque della nostra vita come cittadini.

“Ci sono lunghi decenni in cui la storia sembra rallentare fin quasi a fermarsi. E poi ci sono quegli anni brevissimi in cui tutto cambia di colpo. Un sistema di governo ritenuto immutabile sembra sul punto di andare in pezzi. Un momento simile è quello in cui ci troviamo ora.”

  • La democrazia liberale negli ultimi anni si è logorata fino a incrinarsi e oggi viviamo una frattura che si va allargando...

  • Un campanello d'allarme per lo stato di salute delle nostre democrazie.

  • Una riflessione molto corposa e ben strutturata a tutto tondo.

  • Una riflessione molto corposa e ben strutturata a tutto tondo.

  • Il teorico politico Yascha Mounk ha analizzato la situazione e si dice decisamente preoccupato per l'ascesa al potere dei populismi anche in Italia.

  • Mounk, docente di Harvard appartenente ad una nuova generazione di pensatori che indaga la frattura tra liberismo e democrazia.

  • Tanto ha fatto discutere nell'edizione in inglese.

  • Tagliente nei giudizi, chiaro nell'esporre il suo punto di vista e capace di offrire una visione semplice di un mondo tuttavia complesso.

Yascha Mounk

Yascha Mounk

Yascha Mounk è nato a Monaco di Baviera nel 1982. Insegna Teoria politica al dipartimento di Studi governativi di Harvard. È Postdoctoral Fellow presso la German Marshall Fund’s Transatlantic Academy e Nonresident Fellow del Political Reform Program presso New America. Scrive su diverse testate internazionali, tra cui il “New York Times”, “Slate” e “Die Zeit”. Oltre a tedesco e inglese, parla fluentemente italiano e polacco. Per Feltrinelli ha pubblicato Popolo vs Democrazia. Dalla cittadinanza alla dittatura elettorale (2018).

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Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Maggio, 2018
Collana: 
Serie Bianca
Pagine: 
336
Prezzo: 
18,00€
ISBN: 
9788807173387
Genere: 
Saggistica 

Approfondimenti

Gli autori Feltrinelli al 31° Salone Internazionale del Libro di Torino