Come per Omero e Saffo, in Dylan la musica si fa poesia. O viceversa. È questa in sintesi la motivazione con cui l’Accademia di Svezia annuncia il 13 ottobre 2016 il conferimento del Premio Nobel per la Letteratura al cantautore più amato del mondo. Il resto è storia nota: Dylan non va a ritirare il premio a causa di impegni presi in precedenza, la sua lettera di ringraziamento viene letta dall’ambasciatrice degli Stati Uniti in Svezia, Patti Smith esegue A Hard Rain’s A-Gonna Fall e si commuove. Intanto l’eterno dibattito si riaccende: una canzone può essere letteratura? In queste pagine, che contengono la lettera di ringraziamento e il discorso tenuto all’Accademia di Svezia durante una cerimonia privata, non si trovano le risposte di Dylan a questa domanda, ma c’è il suo rapporto con quello che ha letto e quello che ha ascoltato, con le storie che ha amato, con i linguaggi che lo hanno nutrito. Perché se è vero che “mai una volta ho avuto il tempo di chiedermi se le mie canzoni sono letteratura”, è anche vero che le pagine dei libri ti danno “un modo di guardare la vita, una comprensione della natura umana e un metro con il quale misurare le cose”. È così che, nel suo modo di guardare la vita, ci sono Omero e Buddy Holly, Moby Dick e Niente di nuovo sul fronte occidentale. E soprattutto ci sono incontri e ricordi, perché “le canzoni sono vive nella terra dei vivi” e Dylan, come Omero, invoca la Musa chiedendole semplicemente di cantare, attraverso la sua bocca, una storia.

Nel suo discorso per il Nobel Dylan non parla solo del rapporto tra letteratura e musica, ma del rapporto tra letteratura e vita.

“Quando ero giovane, era il mio eroe. Senza le parole e la musica di Dylan, probabilmente non sarei diventato uno scrittore.”

Kazuo Ishiguro, Premio Nobel per la Letteratura 2017

Bob Dylan

Bob Dylan

Bob Dylan, nato nel 1941 a Duluth, nel Minnesota, all’età di vent’anni si è fatto conoscere a New York come folksinger e cantautore. Da allora ha pubblicato oltre cinquanta album di canzoni, un libro di disegni, l’autobiografia Chronicles. Volume 1 (Feltrinelli, 2005) e la raccolta di testi Lyrics 1962-2001 (Feltrinelli, 2006); Feltrinelli ha pubblicato anche The Bob Dylan Scrapbook (2005) e Tarantula (2007). Con Things Have Changed (2001) ha vinto il premio Oscar per la migliore canzone. È il soggetto del documentario di Martin Scorsese No Direction Home (2005). Ha avuto una citazione speciale al premio Pulitzer nel 2008. Nel 2013 ha esordito anche nel mondo della scultura, partecipando a una mostra a Londra. Nel 2016 gli è stato assegnato il Premio Nobel per la Letteratura, per aver "creato una nuova espressione poetica nell'ambito della tradizione della grande canzone americana".

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Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Novembre, 2017
Collana: 
Varia
Pagine: 
48
Prezzo: 
6,00€
ISBN: 
9788807492341
Genere: 
Varia