Alberto ha una vita sentimentale caotica. Prova a mettervi ordine decidendo di convivere con Carla. La casa, che avrebbe dovuto essere la loro casa, si trasforma in quello che di fatto è: un grande appartamento, molto vuoto, molto freddo, senza prospettiva. Anche il sesso ha cominciato a tacere. In parte, si spegne anche la voce professionale e Alberto, sceneggiatore, si sente assediato da agenti e produttori. In questo momento di oscura tensione interiore arriva un infarto. Alberto lo riconosce: ha ‟il morso di una carpa sdentata”, è un cupo segnale, un’invettiva del corpo, una domanda che rimane aperta. Ricoverato, si scopre perfetto degente e l’ospedale (con i suoi ritmi, con i suoi confini netti e protettivi) diventa una sorta di rifugio, anche esistenziale, di cui è difficile fare a meno. Qui Alberto incontra Franco, infartuato come lui, più severamente di lui. Franco fa il carrozziere, è schietto, innamorato della moglie, padre di due figli e vive in campagna.
Quando vengono entrambi dimessi, lentamente Carla si sottrae ai suoi ‟doveri” di compagna assidua e accudente e Alberto, rimasto solo, accetta l’ospitalità di Franco. È allora che, saldata l’amicizia dall’intimità dei ‟cuori a rischio”, Franco cede all’amico, come un’eredità, come un dono, ma soprattutto come una responsabilità morale, la moglie e i figli. Da qui in poi, per Alberto si apre una strada nuova, più ardua ma certamente più vitale, che lo costringe a riconsiderare la leggerezza, il vuoto, la divagante sensualità della sua vita precedente.
Il primo romanzo di Umberto Contarello è destinato a diventare un film.

  • 2006 - Premio Il Molinello - Premio Speciale della Giuria - Premio Il Molinello - Premio Speciale della Giuria

Umberto Contarello

Umberto Contarello

Umberto Contarello (Padova, 1958) è uno dei più importanti sceneggiatori del cinema italiano. Ha scritto, fra gli altri, Marrakech Express, di Gabriele Salvatores. Per la regia di Carlo Mazzacurati Il Toro, Vesna va veloce e La lingua del santo. Luce dei miei occhi per la regia di Giuseppe Piccioni e Ovunque sei per la regia di Michele Placido. Per la regia di Paolo Sorrentino This must be the place e La grande bellezza, Premio Oscar 2014 per il miglior film straniero. Con Feltrinelli ha pubblicato Una questione di cuore (2005).

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