Umberto Galimberti: Tutti i costi dell’amore

La gelosia è un sentimento controverso perché senza gelosia, si dice, non c’è amore, e d’altro canto si tende a compatire i gelosi come personalità fragili e insicure. Più le società sono povere e il mantenimento del nucleo familiare è essenziale nell’economia di sussistenza, la gelosia è un sentimento che svolge una difesa oggettiva del gruppo non turbato da conflitti interpersonali. Più la società si fa opulenta e le condizioni di sussistenza dipendono sempre meno dalla solidità dei vincoli familiari, la gelosia è vista come un sentimento arretrato che ostacola la libertà e la sincerità dei singoli. E in effetti esiste la tendenza a condannare le persone gelose, che a loro volta tendono a nascondere la propria gelosia. I gelosi sono trattati con disprezzo, ma gli strilli di alcuni sembrano più commoventi di altri. Non commuove, per esempio, lo strillo dell’anziano geloso della sua giovane compagna, o lo strillo della giovane amante per il tradimento compiuto dalla persona più anziana che compensa la differenza di età con status e potere. Questo spiega perché, in simili casi, chi è tradito, nonostante la sua innocenza e il suo dolore è oggetto di scherno e delusione. Nel formare una coppia ha forzato o sfidato le regole correnti, e quando le relazioni sono asimmetriche in rapporto a determinati valori sessuali o sociali, la gelosia non è presa seriamente in considerazione, e chi la esprime finisce col risultare patetico e, agli occhi degli altri, giustamente punito. Ha osato sfidare convenzioni, ha presunto di sé e ora trova il compenso della sua improvvida azione. Resta poi da considerare la tendenza a leggere la propria gelosia come un fenomeno prepotente e irresistibile che attesta la propria profonda fedeltà, e la gelosia degli altri come qualcosa di immaturo da correggere. Questa visione bifocale spiega perché chi è stato infedele in precedenza, quando è tradito non trova gran conforto nel pensiero dei propri tradimenti. Il sentimento della gelosia non pesa allo stesso modo sui due piatti della bilancia. E tra gelosia e giustizia non sembra corrano rapporti equipollenti. Eppure nella nostra cultura si potrebbe giungere a sdrammatizzare il sentimento della gelosia perché il complesso apparato materiale e i grossi investimenti di impegno e di energie richieste da una famiglia come le nostre costituiscono una realtà sociale che non si dissolve facilmente al calore di un nuovo innamoramento, per cui vediamo che, dopo un terremoto sentimentale, c’è chi cerca di recuperare anche i calcinacci della casa distrutta, e chi invece si rapporta alla famiglia che abbandona come ci si rapporta ad un’azienda per riottenere almeno quanto si è investito. Se l’amore ha un costo anche la gelosia ha un risarcimento. Qui i due piatti della bilancia trovano il loro equilibrio. Perché se l’amore è una poderosa forza emozionale, la gelosia è il contrappunto sociale di questa forza che, anche se inosservata, è rintracciabile nel sottosuolo dei nostri ordinamenti, non meno che nelle pieghe più segrete delle nostre anime contorte.
Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ...

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