Michele Serra: L´uomo che nacque sull´ovovia

Il clamoroso successo di Franco Carraro nella vita è oggetto di studio da parte di numerosi istituti scientifici. La domanda di partenza è: il privilegio sociale, in mancanza di qualunque altra capacità, perfino manuale (Carraro si fa annodare la cravatta dal maggiordomo per non slogarsi le dita), è sufficiente per diventare un leader? La risposta è sì, ma solo in particolari circostanze, ridotte dagli studiosi a tre categorie principali.

1. Le decisioni sbagliate del leader vengono prese in fortuita assenza di testimoni (la segretaria è in bagno, il Consiglio d´amministrazione è chino sotto il tavolo per raccogliere la biro caduta di mano a Carraro, eccetera), e dunque non gli sono attribuibili con certezza. Esempio: quando Carraro, appena nominato da Craxi sindaco di Roma, propose con forza di spostare la capitale a Roma, si era guastato il microfono del Campidoglio e nessuno poté sentirlo.

2. Le decisioni sbagliate del leader avvengono in concomitanza con spaventose catastrofi naturali, che fanno apparire trascurabile l´errore. Esempio, quando Carraro era presidente della Federazione Sci Nautico, firmò la delibera che portava a tre il numero degli sci proprio mentre era in corso il terremoto del Friuli. Il giorno dopo, sui giornali non ci fu spazio per la notizia: non venne pubblicato né il comunicato dei fabbricanti di sci (favorevoli) né quello della minoranza della Federscinautico, contraria per ragioni umanitarie.

3. Il leader non può prendere alcuna decisione sbagliata perché il segreto della sua carriera consiste nel non essere mai riuscito a prendere alcuna decisione. Franco Carraro rientra in tutte e tre le categorie sopra esposte, e insieme all´Ispettore Clouseau e a Mister Magoo arriva a formare addirittura una quarta categoria, quella del leader che prende solo decisioni talmente sbagliate da disarmare l´avversario, impedendogli di reagire: per esempio, la scelta di riammettere nel campionato di calcio di serie A la Virtus Bologna, appena esclusa da quello di basket, non ha ancora sollevato obiezioni.

Il curriculum di Carraro è - comunque la si pensi - impressionante e prestigioso. Nato sull´ovovia di Saint Moritz, podalico e già con gli sci ai piedi (la levatrice vinse il Nobel per la Medicina), unico milanese maschio ammesso alle Orsoline, laureato in Economia e Commercio con una tesi sul prezzo delle posate da pesce, eccellente in tutti gli sport popolari (sci nautico, polo sugli elefanti, back-gammon a cavallo, volano con reticella di merletto delle Fiandre), ha frequentato la migliore società milanese ed è diventato socialista per reagire all´ingiustizia sociale: una sera, durante un cocktail in casa Absburgo-Fumagalli, il giovane Carraro vide licenziare un cameriere che sprecava la salsa d´acciughe. Sdegnato, prese le difese della salsa d´acciughe.
Come attività lavorativa, è stato amico di Craxi, console onorario delle Mauritius (l´incarico che ricorda con più soddisfazione ma anche con più rammarico: cercando le Mauritius sulla carta geografica gli venne una fastidiosa artrosi cervicale), presidente di varie federazioni sportive, consigliere d´amministrazione di banche e industrie, consulente di catering e di pesca subacquea, membro onorario di tennis club, presidente di giuria di numerosi tornei di canasta. Nei suoi sogni, diventare membro emerito delle guardie svizzere, o in alternativa ammiraglio della flotta Sud-Ovest della Nato perché ama molto il mare della Turchia.
Attualmente ricopre l´incarico di presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio. Ha allo studio, con il suo staff, due progetti fondamentali: trovare la sede della Fgci per potervisi recare e fare la conoscenza degli altri dirigenti, e fornire gli arbitri di fischietti bitonali, per non confondere il fischio d´inizio con quello di chiusura.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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