Michele Serra: Una discarica zeppa di modelle

La Basilicata in rivolta ci ricorda che le scorie, nucleari e non, sono un problema strutturale di una società che per soddisfare il proprio metabolismo pantagruelico ha previsto tutto, tranne il water. Altri casi scottanti sono alle porte, e presto ci metteranno brutalmente di fronte alla nostra imprevidenza.

Cultura.
È forse il problema più spinoso. Il governo sta attuando in tempi molto rapidi il piano di smantellamento progressivo di Rai, università, case editrici, cinema d'essai, teatri stabili e altre vecchie e farraginose centrali di produzione culturale. Resta da decidere dove stoccare diverse migliaia di intellettuali di sinistra, rifiuto difficile da trattare a causa delle barbe, altamente infiammabili, e delle vecchie giacche di tweed con le toppe, che emettono diossina e vapori di trattoria. Scartato l'inceneritore, l'età media degli intellettuali, intorno alla sessantina, ne sconsiglia anche l'utilizzo per l'alimentazione animale: si tratta di carni vecchie e contaminate, nel migliore dei casi, da alcol e nicotina. Il piano più accreditato prevede il trasferimento in campi di rieducazione al lavoro manuale, su suggerimento dell'amico Putin che ha già sperimentato il metodo. Difficile, però, il reperimento del personale addetto alla rieducazione: nemmeno gli ex mercenari o i khmer a riposo sono in grado di resistere a due ore di conversazione con Enrico Ghezzi o alla compagnia di Luca Ronconi.

Moda.
Con la crisi della Milano da bere, come smaltire l'esercito di modelle disoccupate? Nessuna popolazione al mondo accetterebbe di ospitare un sito così macabro: un vero e proprio ossario vivente. La struttura filiforme delle ragazze favorisce lo stipaggio in strutture tubolari: si pensa a containers formati dal solo corridoio. Resta il problema dell'inquinamento sonoro: abituate a camminare in continuazione, le modelle, radunate in massa nello stesso luogo, produrrebbero un assordante clangore di tibie e scapole. Due soluzioni alternative, foderare i containers con un doppio strato di materiale fonoassorbente, oppure varare un costosissimo piano di ingrasso a base di brunch preparati nel centro di Milano. Il costo unitario per pasto (fiocchi di yogurt con fiocchi di segale, fiocchi di uova con fiocchi di bacon, crostata di fiocchi di sambuco) sarebbe di 140 euro. Inaffrontabile.

Telefonini.
In Italia la media con la quale si cambia modello di telefonino si è molto alzata: si è passati da ogni dieci mesi a ogni dieci telefonate. Milioni di cellulari dismessi sono attualmente stipati nei comò di casa. Anche se spenti, emettono onde elettromagnetiche che continuano a eseguire subliminalmente i motivetti delle suonerie, tutti insieme. Si tratta del famoso 'rombo inconscio' che, secondo gli studiosi, è la causa fondamentale dell'espressione metà incazzata metà ebete della popolazione italiana. Secondo altri test, un telefonino spento e scarico, preso a martellate e immerso nell'acido, riesce lo stesso a trasmettere al più vicino centralino dei carabinieri tutti gli sms sconci ricevuti e trasmessi dall'utente. Lo smaltimento viene ritenuto impossibile.

Borselli.
Sono un caso esemplare di riciclaggio efficace. Passati di moda dopo pochi mesi, e fallito il tentativo di riutilizzarli per la ripavimentazione dei centri storici, stanno per essere recuperati al normale consumo con un geniale espediente: decidendo che sono tornati di moda. È il meccanismo del trash: ciò che non si riesce a distruggere viene riabilitato all'uso e al gusto degli utenti, bastano una trasmissione tv o l'articolo di un settimanale, ed ecco che l'orribile ridiventa desiderabile. Di prossima riabilitazione altri caratteristici rifiuti solidi, dalle scarpe da tennis bianche che puzzano già in vetrina ai mensili patinati per soli uomini. Possibile, in questa chiave, perfino il riciclaggio dei palinsesti Mediaset anni Ottanta, con Gei Ar e Augusto Martelli che cantano ‟Operazione Five”. Sempre che il Tribunale dell'Aia opti per l'assoluzione.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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