Vittorio Zucconi: Romantico elettroshock

Chi ancora pensasse che il matrimonio sia la tomba del sesso e una coppia sposata da molti anni perda quei brividi sensuali che elettrizzano invece amanti clandestini e attempati senatori della Repubblica Italiana, secondo le più recenti teorie enunciate dal nostro governo, non ha evidentemente mai incontrato i Wolf, William e Theresa, coniugi da quindici anni nella contea di Rusk, da qualche parte nel Texas.
William e Theresa erano convolati a giuste e certificate nozze giovanissimi, subito dopo avere finito il liceo, avevano oltrepassato da qualche anno la soglia dei trenta, lui 34 anni, lei sempre ferma a 29, e avvertivano quei primi disagi da routine, quelle stanchezze da reciproca abitudine che effettivamente possono, in alcuni rari casi, mettere la sordina alla passione. Avevano capito entrambi, pur senza osare ammetterlo, che il miele si era esaurito da tempo, la luna era ormai storta e qualcosa andava fatto per scuotere il torpore avanzante della loro unione.
Fu William a prendere l'iniziativa, e a consumare ore di notte comunque sprecate per compiere ricerche via Internet e trovare una soluzione alla crisi matrimoniale. L'esito della ricerca apparve all'intraprendente marito semplice, ma ben sperimentato. Un bagno caldo.
Seguendo i consigli pescati in rete, William decise di sorprendere Theresa con una serata ultra-romantica, come quelle viste nei film e raccomandate caldamente dalle rubriche di consigli coniugali pubblicati sulle più autorevoli riviste da parrucchiere. In attesa della moglie, che rincasava ogni sera dal lavoro con puntualità svizzero-tedesca, preparò una cenetta non elaborata ma affettuosa, riempì la vasca da bagno di acqua non troppo bollente, calda abbastanza per essere incoraggiante senza essere ustionante, adornò la stanza da bagno con un bell'altare di candele accese, aromatiche e multicolori, che le signore americane sembrano considerare un irresistibile richiamo d'amore, versò il cocktail negli obbligatori bicchieri a calice con olivetta e, tocco finale, accese la radio sul bordo della vasca sintonizzandola sulla stazione più mellow, più sdolcinata che gli fosse riuscito di pescare tra le antenne della selvatica contea di Rusk, Texas.
Theresa rimase comprensibilmente, ma gradevolmente stupefatta, rincasando, e non potè opporsi a quella overdose di allusioni e di segnali amorosi. Accettò di farsi spogliare dal suo William e di scivolare languidamente nell'acqua tiepida sulla quale, dettaglio importante che avevamo trascurato, ribolliva la schiuma dei sali che il coniuge aveva sparso e spumeggiato. "Ora chiudi gli occhi e lasciati andare", le sussurrò insinuante William, un suggerimento quasi irresistibile al quale Theresa ebbe la fortuna di non abbandonarsi.
Urtata dal marito, che sgomitava per insaponarla e massaggiarla, la radio cadde dalla mensola sulla quale lui l'aveva poggiata. L'incidente avrebbe distrutto soltanto l'apparecchio, se fosse stato alimentato a batterie, ma visto che la radio era collegata alla presa elettrica, in realtà avrebbe fulminato Theresa, completamente immersa nell'acqua. La moglie, che aveva tenuto gli occhi bene aperti, probabilmente per lo stupore di tante premure, afferrò la radio al volo con le mani, con mossa da portiere di pallanuoto, tenendola sollevata prima che affondasse nella schiuma e nell'acqua, uccidendola. La delusione della seratina romantica, finita ovviamente in nulla, miracolosamente salvata dalla prontezza di Theresa, non era finita.
Il giorno successivo, mentre William era fuori, la signora si sistemò alla tastiera del computer e cominciò una sua ricerca coniugale, forte dell'essere una programmatrice professionale ed esperta di Internet. Le tracce lasciate dal marito furono dunque facili da seguire per lei, e tutte portavano alle stesse destinazioni, che avevano in comune due parole chiave, "radio" e "elettroshock". E confermavano quello che lei aveva sospettato, dopo essersi documentata con i casi purtroppo non infrequenti di incidenti simili: che William avesse cercato di ucciderla elettrificandole l'acqua del bagno. L'alibi del marito, che ora avrà i prossimi vent'anni per ascoltare la radio in cella, era che si fosse trattato di un incidente provocato dal suo fervore di coniuge deciso a dare una scossa al matrimonio: ma non parve credibile al giudice e alla giuria, composta tutta da uomini sposati che ora avranno un'altra ignobile scusa maschile per convincere le mogli a rassegnarsi a torpide serate senza bagnoschiuma, cocktail, candele e radio.
Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi è giornalista e scrittore, condirettore di repubblica.it e direttore di Radio Capital, dove conduce TG Zero. Dopo aver cominciato nel 1963 come cronista precario a “la Notte” ...

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