Vittorio Zucconi: Coppie troppo perfette

Guardo Laura e Giorgio attraversare l'asfalto di un aeroporto tenendosi per mano. Gli obbiettivi li seguono. Che tenerezza. Che coppia perfetta. E che rimorso coniugale. Da quanti anni non m'imbarco tenendo mia moglie per mano?
Hanno il vantaggio di avere le mani libere, loro, non dovendo trascinare sull'aereo tracolle, sacche, zaini, borsoni, beauty case, computer, telefonini, sacchetti di plastica, sedili per bebè, bebè, passeggini pieghevoli, soprabiti, giacche, acquisti duty free, cianfrusaglia a mano, perché Lauretta e Giorgino non sono forzati del charter estivo. Sono "Potus" e "Flotus", che sembrano nomi da deodoranti, ma sono l'acronimo ufficiale per "President Of The United States" e "First Lady Of The United States". Muscolose formiche hanno già provveduto al bagaglio, lasciando le loro manine libere.
Da quando le telecamere hanno scatenato le esibizioni di affettuosità tra presidenti e signore, dagli anni '60 della prima e tragica "famiglia Carosello" della storia, i Kennedy, questo spot delle manine è diventato un classico della propaganda, e il nostro rimorso coniugale si attenua.
Giorgino e Lauretta Bush sarebbero costretti a tenersi per mano anche se gli facesse schifo. Fa parte dei loro doveri professionali, caso mai la distanza fra le articolazioni fosse letta come segno che magari Flotus ha preso Potus a padellate in testa la sera prima come fece Hillary (per correttezza di cronaca, la versione ufficiale parla di un abat-jour scagliato contro Billy, non di una padella, utensile poco maneggiato dalla First Lady), quando divenne pubblico l'affaruccio Monica. Infatti scesero dall'elicottero presidenziale sciolti, mettendo in mezzo la figlia Chelsea, povera ragazza, come l'arbitro sul ring.
Che cosa importi a noi lo stato dell'unione (coniugale) tra un Presidente e la gentile signora, resta uno dei misteri della politica fluff di oggi, più interessata a scoprire con chi vada a letto un capo di Stato alla sera, piuttosto che con quali intenzioni si svegli alla mattina. Le prime coppie devono farsi fotografare mentre lei (finora sempre una lei) guarda rapita il suo eroe come Nancy Reagan, o lo veglia ansiosa come Mamie Eisenhower quando il suo generale aveva una delle ricorrenti crisi cardiache provocate dalla passione per il golf e per le assistenti in uniforme militare che aveva imparato ad apprezzare durante le lontananze al fronte. I Kennedy ci regalavano sguardi romantici fra "Jack" e "Jackie", trascurando di raccontarci che appena lei faceva un salto a Parigi o in Italia, per svagarsi un po' tra le discrete grotte di Capri e lo shopping a Place Vendôme, lui fiocinava qualunque segretaria avesse un battito cardiaco. Che tenerezza.
Né destra né sinistra possono sfuggire al rito. Appena si accendeva la lucina rossa del video, Jimmy Carter afferrava le mani della sua graziosa barbiera, Rosalynn, già lavorante in un salone di acconciature in Georgia. Persino Richard Nixon, che aveva sacro orrore di ogni contatto fisico, era costretto a prendere per mano la moglie Pat in pubblico, con il trasporto sensuale di chi tiene il guinzaglio di un cane ai giardinetti.
Solo i Clinton, involontariamente, spezzarono l'icona dell'armonia coniugale, quando lui fu costretto a dormire sul divano, espulso dal talamo offeso, ma anche questa scenetta del più importante uomo politico del mondo che dorme rattrappito su un sofà per mesi è ridicolmente falsa. Vi assicuro che alla Casa Bianca ci sono altre stanze nelle quali il lazzaroncello avrebbe potuto dormire su un letto vero, rimboccato da valletti e cameriere. Ma quando Hillary decise che per il suo futuro politico le sarebbe convenuto perdonare l'autorevole porcello, zac, le manine tornarono a congiungersi in pubblico. Che bella coppia.
Come i bambini, così gli elettori devono essere persuasi che papà e mamma si vogliono ancora bene, ma senza esagerare. La manina nella manina è una innocente allusione sessuale, un sospiro di voyeurismo, perché il pensiero che papà e mamma "lo facciano", notoriamente sconvolge e disgusta i bambini. Immaginare Potus, il papà dell'America, che grugnisce e mugola con Flotus, la mamma, sul lettone che fu di Abramo Lincoln, o pensare al Protettore del Mondo Libero che magari fa cilecca come un marito qualsiasi ("non capisco, tesoro, non mi era mai successo prima, dev'essere la guerra") non collimerebbe con la "gravitas" della posizione, nel senso dell'istituzione.
L'amor privato, per il consumo pubblico deve restare asessuato, pudico, angelico, eppure fastidiosamente ostentato. Non potevano aspettare di essere sull'Air Force One, Giorgino e Lauretta, per allacciare ingordamente le mani?
Il rimorso coniugale sfuma. Passami la borsa, tesoro, la porto io.
Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi è giornalista e scrittore, condirettore di repubblica.it e direttore di Radio Capital, dove conduce TG Zero. Dopo aver cominciato nel 1963 come cronista precario a “la Notte” ...

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