Vittorio Zucconi: Florida, l'uragano ha colpito

Con la furia di venti e di maree che hanno deluso soltanto i cacciatori di catastrofi storiche ma non quei quattro milioni di poveri floridiani rimasti senza elettricità e spesso senza casa, ‟Francesca” ha inghiottito la Florida e ha spazzato via per due giorni ogni traccia di Bush e di Kerry, scacciando dalle prime pagine e dai televisori anche l'orrore dell'Ossezia. "Frances", appunto ‟Francesca”, il secondo ciclone arrivato dall'Africa agli Stati Uniti in questa fine estate burrascosa dopo "Charlie" non è stata quella fine del mondo che la Florida si aspettava e che le dimensioni mostruose del vortice, più grande del Texas, capace di avvolgere per intero tre Italie, aveva promesso alle centinaia di reporter televisivi in tuta impermeabile e generatori che erano emigrati sulle spiagge costa atlantica della penisola di Bush (Jeb, il fratello) ma non è stato un temporale estivo. Quattro milioni di persone, un abitante su tre, sono senza luce, senza acqua potabile in casa, senza gas, soprattutto senza aria condizionata, l'arma che ha colonizzato la terra dei Seminole, indispensabile arnese per sopravvivere alla umidità tropicale da 35 gradi, soprattutto per quella popolazione di anziani che in Florida sono emigrati. Ottantaseimila sono senza tetto, o senza nulla, dopo avere visto le loro casucce, le "mobile homes" senza fondamenta che vagano con le famiglie alla ricerca di lavoro stagionali, volare via nei 150 chilometri all'ora delle folate peggiori. Trenta aeroporti sono chiusi da giorni, gli aerei sono volati verso il Nord, e il cuore economico dello Stato, che proprie in queste ore del week end finale dell'estate, il "Labor Day Weekend" avrebbe dovuto rinsanguare le finanze locali è rimasto bloccato. Chiuse Disneyworld, gli Universal Studios, i parchi di divertimento acquatici, deserti gli hotel e i motel, paralizzati i trasporti, senza treni da nord, senza traffico d'auto né di camion. Almeno 40 milioni di dollari saranno il mancato guadagno per le compagnie aeree che su queste feste comandate, come il giorno del Ringraziamento, il Natale e appunto il Labor Day dell'addio alle vacanze, contano per raddrizzare i conti. Se ‟Francesca” non è stata feroce come il predecessore ‟Charlie”, che aveva lasciato dietro di sé, a fine agosto, ottanta morti, è stata più perfida e tormentosa. Muovendosi con estrema lentezza, a non più di dieci chilometri all'ora di velocità, il ciclone ha indugiato per due giorni tra le Bahamas e la Florida rallentando e perdendo, fortunatamente, potenza, dalla prevista intensità "quattro" (il massimo è cinque) fino a diventare di Categoria Uno. Ma quello che ha perduto in violenza, ha acquistato in ostinazione, attraversando lentamente la penisola e quindi scaricando il diluvio su città, terreni, acquitrini e campi già allagati da Charlie e ancora in via di stentato recupero. Sessanta centimetri d'acqua, 20 pollici, sono caduti su Orlando, la città di Topolino, su Melbourne, dove già erano piovuti 40 centimetri di acqua. Quasi tre milioni di persone sono state evacuate dalle loro case, fuggendo davanti all'avanzare di una tempesta che, nelle immagini radar e nei voli di ricognizione dei piloti "cacciatori di uragani" della Guardia Costiera, appariva, fino a venerdì scorso, come un mostro. Poi, per tutta la giornata di sabato, i tre milioni di profughi temporanei, rifugiati in ricoveri predesignati o fuggiti verso la Georgia a Nord, hanno atteso che si abbattesse la mazzata, insieme con reporter in diretta dalle spiagge dove l'uragano avrebbe dovuto "toccare terra". Chi non si poteva muovere, come una signora colta dalle doglie in un motel di Staurt, sulla costa, dove ha felicemente partorito proprio nel momento dell'impatto del ciclone battezzando naturalmente Frances la figlia, ha resistito, per necessità, per divertimento, per incoscienza, come il passante in bicicletta e una pizza in mano che la polizia ha tentato invano di fermare, scoprendo che almeno una pizzeria era rimasta aperta a Orlando, la "Gino's Pizza". Nessun ferito, nessun danno e affari favolosi per Gino. Almeno per lui, in uno Stato che sarà decisivo per le elezioni di Bush e che ora, dopo il doppio colpo di ‟Charlie” e di ‟Francesca”, e in attesa di ‟Ivan” che sta ribollendo, rischia un tracollo economico. Per salvare la Florida e dunque per aiutare anche se stesso, Bush (George, il presidente) ha dichiarato per lo Stato la "catastrofe nazionale", prima che divenga una catastrofe elettorale.
Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi è giornalista e scrittore, condirettore di repubblica.it e direttore di Radio Capital, dove conduce TG Zero. Dopo aver cominciato nel 1963 come cronista precario a “la Notte” ...

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